lunedì 30 novembre 2009

Una generazione che ha perso


  Grazie a Erika per la segnalazione della canzone



Testo tratto da “Bambini del futuro” di Wilhelm Reich

BAMBINI DEL FUTURO1

Il destino della razza umana sarà caratterizzato dalle strutture caratteriali dei Bambini del Futuro.  Le grandi decisioni saranno nelle loro mani, e nei loro cuori. Essi dovranno mettere ordine nella gran confusione di questo ventesimo secolo.  Questo riguarda noi direttamente, noi che viviamo oggi in mezzo a questo gran disordine.
Durante il secolo scorso, i nostri genitori e i nostri nonni hanno cercato ripetutamente di abbattere il muro dei mali sociali, programmi politici, riforme, risoluzioni e rivoluzioni. Ogni volta hanno fallito miseramente; neanche uno dei tentativi di migliorare il destino umano ha avuto successo. Anzi, peggio ancora, a ogni nuovo tentativo la miseria si è fatta più profonda e il disordine è aumentato. La generazione attuale, cioè coloro che sono adulti oggi, le persone tra i trenta e i sessant’anni, hanno ereditato questa confusione e hanno cercato in tutti i modi, ma invano, di uscirne. Alcuni sono riusciti a tenere la testa  fuori dal caos, altri sono stati trascinati nel gorgo, per non riemergere più. In altre parole, noi abbiamo fallito miseramente nel tentativo di costruire un nuovo orientamento di vita. Siamo stati schiacciati dal peso dei nostri stessi passati disordini. Ci siamo incatenati con le nostre mani mentre cercavamo disperatamente di conquistare la nostra libertà. Abbiamo fallito, e come generazione non riusciremo più a risollevarci.
Non c’è più alcuna speranza, dunque? La speranza c’è, ed è grande anche, se solo avessimo il coraggio e l’onestà di ammettere il nostro miserabile fallimento. Allora, e solo allora, saremo in grado di vedere dove e come poter intervenire e dare il nostro aiuto. Potremo dare un contributo se ci renderemo pienamente conto dell’enorme speranza implicita in un tipo di sviluppo sociale completamente nuovo e finora sconosciuto che sta emergendo ora: l’interesse internazionale per il bambino. Questo sviluppo ebbe inizio nel  1946 negli Stati Uniti, poco dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Il primo presupposto per cogliere le possibilità date da questo nuovo sviluppo è renderci conto del nostro compito principale: non siamo altro che anelli di congiunzione fra un brutto passato e un futuro finalmente migliore. Non saremo noi a costruire questo futuro, dato che abbiamo dimostrato di essere stati incapaci di costruire il nostro presente. Ciò che possiamo fare, tuttavia, è dire esattamente dove e come abbiamo sbagliato. E possiamo fare tutto il possibile per rimuovere gli ostacoli sul loro cammino perché essi possano costruire un mondo nuovo e migliore.
Non possiamo assolutamente predicare ai nostri figli “l’adattamento alla cultura” quando proprio questa cultura è franata sotto i nostri piedi per oltre trentacinque anni.
I nostri figli dovrebbero forse adattarsi a questa epoca di guerre, di eccidi, di tirannie e sfacelo morale?
Non possiamo assolutamente sperare di creare caratteri umani indipendenti finché l’educazione è in mano ai politici. Noi non possiamo e non osiamo abbandonare i nostri figli in modo così meschino.
Non possiamo dire ai nostri figli che tipo di mondo dovranno o dovrebbero costruire. Ma possiamo fornire loro quel tipo di struttura caratteriale e di vigore biologico che permetterà loro di prendere le loro decisioni, di trovare la loro strada, di costruire il loro futuro e quello dei loro figli in modo razionale.

_______________________________________________
1. Relazione sull’Orgonomic Infant Center tenuta da Wilhelm Reich al Secondo Congresso Internazionale di Orgonomia il 25 agosto 1950.


Di questo libro ho pubblicato anche questi articoli:
BAMBINI DEL FUTURO

5 commenti:

Guernica ha detto...

Non conosco bene gli studi sulla teoria orgonica di Reich. Ma conosco in parte la sua storia.
Tipicamente, come tutti coloro che hanno detto delle verità, fu osteggiato. Mi pare che addirittura morì in carcere...

L'avanguardia del suo pensiero si percepisce tra le righe.
Oggi non si fa altro che addossare le responsabilità delle cose che non vanno su noi giovani, oltre che riporre in noi la speranza di una soluzione. Noi giovani siamo "così" o "cosà"...noi giovani "non abbiamo valori" ecc.
Credo che la generazione precedente alla nostra debba farsi un buon esame di coscienza invece.
E Reich aveva ben individuata questo punto, già più di mezzo secolo fa.

-ELA- ha detto...

Queste cose mi spaventano..come predirre il futuro O___O !!! Grande Paolo!! Ciaoooo!!

Paoloblogger ha detto...

Rispondo a tutte e due,
gli eventi come il battito di un cuore sono ciclici. Di solito si sente dire che la storia è sempre la stessa, una volta comprese certe realtà è facile capire come ci si evolve. Ci sono nella storia dei particolari differenti, ma sostanzialmente i cambiamenti sono stati solo nella forma finora. Il vero cambiamento avverrà quando il ciclo porterà a un punto differente.
L'importante è ammettere di aver sbagliato, e anche di comprendere dove si sbaglia. Gaber non solo con quella canzone dice che ha perso, ma mette in guardia sul fatto che si stanno ripercorrendo gli stessi errori, anzi con una forza ancora maggiore, con modalità ancora più squallide. Infatti in una delle sue canzoni che ho riportato anche io qui "qualcuno era comunista" alla fine dice: "anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare".Con questo voglio dire che seguendo la sua canzone "la razza in estinzione" lui si ricorda che c'era quel desiderio di cambiare la vita, nella sua generazione, anche se non si era capaci di volare, ora invece non c'è nemmeno più quello. Infatti conclude in "qualcuno era comunista": "il sogno si è rattrappito".
Sapete, io non credo che occupando piazze o gridando insulti al potentato si possa cambiare, io credo che il vero cambiamento avvenga in silenzio, senza che ci si accorga di esso. Allora mi si può obiettare del fatto che le cose stanno cambiando visto che non succede nulla? La realtà è sotto gli occhi di tutti basta osservare.
In realtà credo che si sia tornati al periodo dove il le persone non si incazzano più, ma subiscono in silenzio senza nemmeno raccontare e lamentarsi di quello che succede. In pratica dei buoni schiavi. Quando si comprenderà che si sta solo tenendo bassissimo il tenore di vita per non scoppiare, viste le piccole gabbie ove viviamo, avverrà il putiferio.
Intanto ci si crede felici, ma a scapito degli altri. E' davvero felicità???
E' davvero felicità quando si diventa infelici perchè non si può più consumare in surplus?
E' davvero bello vedere le raccomandazioni che ci sono perchè i posti di lavoro sono pochi e in giro sono quasi tutti degli avvoltoi, e nessuno che si muove per trovare soluzioni invece si sta solo a sbraitare e chiedere AGLI ALTRI (vedi Berlusconi) di creare posti di lavoro o di risolvere le cose?
Tutto questo c'era nella generazione che ha perso, ma non erano capaci di volare, adesso manca anche questa spinta.
Dobbiamo creare un mondo che ancora non esiste.
"C'hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ma ora sappiamo che è un delitto, il non rubare quando si ha fame"(cit. De Andrè)
(con questo non giustifico gli avvoltoi raccomandati, anzi ...)

Ciao Guernica, Ciao Ela
:)))))))))))))))))))))))

Dividea ha detto...

Sono onorata del ringraziamento...troppo gentile :), è uno dei tanti vantaggi di non avere la televisione: ti porta ad ascoltare stazioni radio che trasmettono ancora canzoni di questo tipo, che hanno un senso ed un significato.
Ps Complimenti per il nuovo blog, lo terrò d'occhio!
Un abbraccio

Paoloblogger ha detto...

Addirittura onorata!!!! O_O
:)
Che pace non sentire più quella cassa catodica che emette sono menzogne, falsità e stronzate, il risultato poi si vede... O_-
ancora grazie :)
Ciao :))))))))))))))