giovedì 29 ottobre 2009

Vaccino suino? No no. Perché no? Parte 1

Quello che sta accadendo ha dell’incredibile, eppure molti ancora pensano che il vero problema è Silvio Berlusconi e le sue frequentazioni sessuali, oppure quelle di Marrazzo. Quello che sta succedendo è un attacco massivo ad uno dei beni più preziosi che tutti possediamo, viene subito dopo la vita: la salute.
Mentre il teatrino mediatico trasmette e ritrasmette i burattini e i burattinai, le battute d’avanspettacolo e commedie di attori consumati, la nostra salute viene VOLUTAMENTE attaccata in modo massivo. Non ci credete? Allora leggete quello che hanno fatto della nostra salute i potentati in passato con questo articolo del Prof. Corrado Penna e chiedetevi: sono cambiati?
Io dico di no.
In fondo è colpa vostra.
Si si è colpa vostra. Se solo avesse un minimo di riguardo VOISTESSI per la VOSTRA salute comprendereste quello che sta succedendo e lo cataloghereste come pazzesco.
Mi sto riferendo non all’influenza Ah1n1, conosciuta come suina, ma bensì alla VICENDA Ah1n1.
Partiamo per ordine e rimaniamo in Italia.
Partiamo dall’evidenza più visibile: ma vi siete chiesti come mai siccome stiano dichiarando una (falsa) emergenza pandemia, e ad occuparsi delle comunicazioni del ministero della sanità c’è il viceministro e non il ministro in persona? Semplice, perché le élites si celano in posizioni nascoste o seminascoste per non destare sospetto, in fondo molti ministri sono solo di facciata, e Fazio, il viceministro, è il vero ministro della sanità controllato dalle élites se non parte delle élites stesse. Forse devono trasmettersi qualche messaggio.
Continuiamo con questo figuro: Guardate questo video trasmesso in tv e ritrasmesso su internet dal programma di propaganda “satirica” Striscia la Notizia (che guarda caso quest’anno si chiama la voce dell’influenza) di poco tempo fa che riporta una conferenza stampa in cui il viceministro afferma che non i vaccini ma bensì i VIRUS arriveranno alle regioni. Ora striscia ci specula sopra prendendo per burletta e sfottendo il ministro. Però pochi sanno che lo sfottò è funzionale al potere, perché ne aumenta la posizione dominante e ne assicura il controllo. Come afferma Luttazzi lo sfottò è reazionario. Ora memorizzate questo dato sui VIRUS, perché servirà in seguito per comprendere cosa sta realmente accadendo.
Spostiamoci in Germania.
Poco tempo fa è scoppiato uno scandalo a riguardo a fughe di notizie (volontarie???) riguardanti i dati sui vaccini, ovvero che per il popolino i vaccini contengono sostanze tossiche come mercurio e squalene, di cui quest’ultimo è responsabile o corresponsabile della sindrome della guerra del golfo, dove i soldati furono vaccinati con vaccini che lo contenevano; mentre per i militari e per la classe dirigente politica sono stati fatti dei vaccini privi di queste obbrobriose schifezze. Vorrei ricordare che lo squalene si trova anche nell’olio di oliva, però, ingerendolo con lo stomaco è innocuo, mentre a farlo sottopelle o endovena causa reazioni immunitarie causando danni gravissimi al sistema nervoso, perché la sostanza che se ingerita non provoca nulla, se inserita nel corpo in modi diversi provoca una reazione mediante la quale il sistema immunitario attacca quello nervoso per debellare lo squalene. Ovviamente viene attaccato anche lo squalene correttamente inserito, ovvero anche quello dello stomaco.
In tutto il mondo i “vaccini” per questa fantomatica pandemia contengono squalene, mentre molte case farmaceutiche, quasi la totalità, inseriscono anche il mercurio. Ufficialmente per fabbricare prima questa schifezza completamente inutile, meno ufficialmente forse per (volontariamente) fare del male se non proprio uccidere milioni di persone.
Altra domanda: come mai questa influenza viene catalogata come minore di una influenza stagionale e si è fatto tanto clamore per ottenere vaccini per quasi la totalità della popolazione ed in alcuni stati c’è l’obbligatorietà della vaccinazione con pene elevatissime per chi è reticente? Hanno veramente a cuore la nostra salute perché fanno tutto questo? Hanno veramente a cuore la nostra salute se hanno intenzione di “regalarci” un vaccino che contiene sostanze tossiche ( e non solo come spiegherò in seguito) solo per una influenza che è minore di quella stagionale, e per la quale non c’è mai stato nessun allarmismo e nessuna campagna di vaccinazione obbligatoria?
Io non mi fido e mai mi fiderò di questa gentaglia.

martedì 20 ottobre 2009

Santarita Sakkascia

MANCO SI SCHIATTI (1994)

Vota per me, vota per me! (iiiiii)
Vota per me, vota per me! (sì, va beh aspetta và)
Vota per me, vota per me! (sì, stà a cazzo dritto)
Vota per me, vota per me!
E manco si schiatti
Se me dai er voto io te trovo casa,
se me dai er culo te faccio entrà alla N.A.S.A.
Io penso solo ai soldi ma almeno te lo dico,
in fondo sono onesto, se pensi a Ciarrapico.
vota per me, vota per me! (benee!!)
Chè te conviè, chè te convié (convieneee!!!)
Mejo de me, mejo de me (dimme chi c'è?)
Vota per me, vota per me!
E manco si schiatti!!!
Come sarò spledido sbracato ar parlamento,
se tu voj l'appalto me dai er 30%!
So' molto religioso, e n'attimo mafioso.
Co''na mano prego, co l'altra io ti frego.
vota per me, vota per me! (benee!!)
Chè te conviè, chè te convié (convieneee!!!)
Mejo de me, mejo de me (ma chi c'è?)
Vota per me, vota per me!
E manco si schiatti!!!
Per un nuovo... miracolo... Italianooooo!!!!
Sono moderno, sono cambiato.
Pezzo di merda, tuo candidato.
Pronta la croce, l'hai già provato.
Hai già goduto, un'altra volta inculato.
Se tutto va a puttane, io non me metto a piagne:
er giorno del giudizio se staremo a fa du' canne.
Più forti sì!!! Sempre più forti
Vota per me, vota per me!
Vota per me, vota per me!
Vota per me, vota per me!
Vota per me, vota per me!
E manco si schiatti

NOSTALGIA DI KHOMEINI (1994)

guerra santa la soluzione
per l'occidente la regressione
Satana ora regna sovrano
morte al diavolo americano
aòòòòò aòòòò
alla grande
aòòòòò aòòòò
alla grande
se marchi male non c'hai più le mani
starai in ginocchio fino a domani
fuori Scalfaro dentro Gheddafi
tutti in Libia coi motoscafi
aòòòòò aòòòòò
alla grande
aòòòòò aòòòòò
Ali Agcà
Alì Agcà
Ali Agcà
Alì Agcà


venerdì 2 ottobre 2009

La libertà e la trappola

 

Tratto da libro “L’assassinio di Cristo” di Wilhelm Reich, 1952

La formattazione del testo e il testo sono originali, mentre le sottolineature e le frasi tra parentesi quadre [ ] sono mie. Il testo sebbene intervallato da video con relative didascalie, è contiguo.

 

AI BAMBINI DEL FUTURO

 

 

INTRODUZIONE

 

 

La crisi sociale che stiamo attraversando è fondamentalmente dovuta al fatto che gli uomini sono incapaci di governare la propria vita. Fondandosi su questa incapacità, negli ultimi trent’anni sono sorte dittature crudeli, affatto prive di fini sociali razionali.
Ovunque vi sono uomini e donne saggi, profondamente consapevoli dei disastri che minacciano di cancellare le nostre esistenze, la nostra felicità e di provocare danni anche per i nostri figli. Questi uomini e queste donne vogliono sentire la più schietta verità. Vogliono la verità su come veramente vivono, agiscono, reagiscono emotivamente gli uomini. Dire agli uomini di tutto il mondo tutta la verità sociale. I problemi che vengono affrontati in questo libro sono acuti problemi della società odierna. Tuttavia le soluzioni di questi problemi qui fornite sono immature, emotivamente confuse, insufficienti o incomplete. Il libro viene dunque presentato sotto forma di materiale storico proveniente dagli archivi dell’Orgone Institute.
L’esperimento Oranur, iniziato nel 1947, ha fornito inaspettatamente alcune soluzioni dei problemi sociali ed emozionali dell’umanità, soluzioni in precedenza inaccessibili. Una vasta pubblicazione sulle implicazioni emozionali dell’Esperimento Oranur è in via di preparazione. L’Assassinio di Cristo può essere utile come introduzione al materiale biografico di base dell’Esperimento Oranur.
<<Dio>> è la natura, e Cristo è la realizzazione della Legge Naturale. Dio(natura) ha creato gli organi genitali di tutti gli esseri viventi. Ha fatto in modo che essi funzionassero secondo una legge naturale e divina. Quindi se si attribuisce una vita amorosa divina al messaggero di Dio in terra non si commette sacrilegio, né si commette alcunché di blasfemo. Al contrario, si tratta del radicarsi di Dio nelle più pure profondità dell’essere umano. Queste profondità esistono fin dai primissimi tempi di vita. La propagazione della specie segue semplicemente alla genitalità come conseguenza della pubertà. Il divino amore genitale nasce con molto anticipo rispetto alla funzione riproduttiva e di conseguenza l’abbraccio generale non è stato creato dalla Natura e da Dio con l’unico scopo di assicurare la propagazione della specie.

Orgonon, Maine, 3 novembre 1952.

 

… come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura …
… e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà ...
… libertà è partecipazione …

 

 

 

Poi tornò e li trovò addormentati e disse a Pietro: <<Simone , dormi? Non sei stato capace di vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate per non cadere in tentazione. Lo spirito, si, è pronto, ma la carne è debole>>.
Andò di nuovo a pregare dicendo le stesse parole. E ritornato li trovò nuovamente addormentati, perché cadevan dal sonno e non sapevano come rispondergli. Ritornò una terza volta e disse loro <<Dormite pure e riposate! Basta così ! L’ora è giunta; ecco, il Figliuol dell’Uomo è dato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco: chi mi tradisce è ormai vicino>>.

(Marco, 14, 37-42)

 

[questo è quello che accade ai grandi uomini di oggi come di sempre, nessuno veglia facendo il proprio dovere, comportandosi invece in maniera assurda (“la carne è debole”) permettendo così a chi tradisce e chi uccide e schiaccia la vita di uccidere coloro che sono portatori di vita. Borsellino e molti molti altri docet, tradimento e consegna a coloro che idolatrano l’idea del male, Vincenzo Calcara docet.]

 

 

Allora i soldati del governatore, condotto Gesù nel pretorio, gli radunarono attorno tutta la coorte. E spogliatolo, gli misero addosso un mantello scarlatto; e, intrecciata una corona di spine, gliela misero in capo e gli posero una canna nella destra; poi, piegando il ginocchio davanti a lui, lo schernivano dicendo: << Salute, Re dei Giudei! >> E sputandogli addosso, prendevano la canna e gli percuotevano la testa. Dopo averlo schernito, lo spogliarono del manto e, rivestitolo delle sue vesti, lo menarono via per crocifiggerlo.

(Matteo, 27, 27-31)

 



Capitolo I

 

LA TRAPPOLA

 

<<L’uomo è nato libero ed ovunque è in catene. Crediamo di essere padroni degli altri, e invece siamo più schiavi di loro. Come è avvenuto questo mutamento?
Non lo so.>>

Jean Jacques Rousseau poneva questa domanda proprio all’inizio del suo Contratto Sociale, circa duecento anni fa. Se non si trova una risposta a questa fondamentale domanda, i nuovi contratti sociali risulteranno scarsamente utili. C’è stato per molti secoli qualcosa che ha agito nella società umana rendendo vano ogni sforzo individuale per giungere alla soluzione di questo grande enigma, ben noto a tutti i grandi dell’umanità negli ultimi millenni: L’uomo nasce in libertà, ma vive in schiavitù.

Nessuna risposta è stata trovata finora. Deve esserci qualcosa nella società umana che impedisce di formulare correttamente la domanda onde giungere alla giusta risposta. Tutta la filosofia umana è afferrata nell’incubo di una vana ricerca.
C’è qualcosa di ben nascosto che riesce a impedire la formulazione della giusta domanda. Di conseguenza, c’è qualcosa che agisce con successo, continuamente, per distogliere l’attenzione da quello spiraglio accuratamente nascosto su cui si dovrebbe concentrare l’attenzione. L’utensile di cui si serve questo ben camuffato <<qualcosa>> è l’EVASIVITA’ umana nei confronti della Vita vivente. Questo qualcosa è la PESTE EMOZIONALE DELL’UOMO.
Dalla giusta formulazione dell’enigma dipenderà la corretta messa a fuoco dell’attenzione e da questa a sua volta dipenderà la soluzione definitiva di questo problema: come sia possibile il fatto che l’uomo, che dovunque nasce libero, si trovi dovunque, in uno stato di schiavitù. Certamente i contratti sociali se sono onestamente concepiti per conservare la vita nella società umana, sono compiti decisivi, ma nessun contratto sociale riuscirà mai a risolvere il problema delle sofferenze umane. Nel migliore dei casi, il contratto sociale è un espediente per mantenere la vita. Nessun contratto sociale finora è stato capace di eliminare le sofferenze.
I dati essenziali del grande enigma sono questi.
Gli uomini nascono uguali ma non crescono eguali.
Gli uomini hanno elaborato grandi dottrine, ma ogni dottrina semplice è servita solo ad opprimerli.
L’uomo è il <<Figlio di Dio>> creato a sua immagine e somiglianza; e tuttavia è <<peccatore>>, è preda del <<Demonio>>. Come possono esistere il Demonio e il Peccato se Dio è il solo creatore di tutti gli esseri?
L’umanità non è riuscita a spiegare come esista il MALE se un DIO perfetto ha creato e governa il mondo e l’uomo.
L’umanità non è riuscita a stabilire una vita morale in armonia con il suo creatore.
Fin dagli inizi della storia scritta dell’umanità è sempre stata sconvolta da guerre, delitti di ogni specie. Nessun tentativo porre termine a questa pestilenza è mai riuscito.
L’umanità ha elaborato molti sistemi filosofici per spiegare la natura, ma la natura, che è funzionale e non meccanica, le è sfuggita di mano.
L’umanità ha rincorso ogni brandello di speranza e di conoscenza, ma dopo tremila anni di ricerche, di fatiche, di dolori, di assassinii per eresia e per perseguire errori apparenti, è giunta a dare solo poche comodità ad una ristretta frangia dell’umanità, è arrivata alle automobili, agli aeroplani, ai frigoriferi ed alla radio.
Dopo migliaia di anni di meditazioni sul problema della natura umana, l’umanità si trova esattamente al punto di partenza: deve confessare la propria completa ignoranza.
La madre è impotente di fronte all’incubo che terrorizza il suo bambino, e i medici sono ancora impotenti di fronte ad una sciocchezza come il raffreddore.
Si ritiene comunemente che la scienza non scopra verità permanenti. La concezione meccanica dell’universo di Newton non si adatta all’universo reale che non è meccanico ma funzionale. La rappresentazione copernicana basata su circoli <<perfetti>> è errata. Le orbite ellittiche dei pianeti, secondo la teoria di Keplero, non esistono. La matematica non si è rivelata essere ciò che con tanta fiducia aveva promesso di essere. Lo spazio non è vuoto e nessuno ha mai visto gli atomi o le spore atmosferiche che producono le amebe. Non è vero che la chimica possa affrontare il problema della materia vivente e neppure gli ormoni hanno mantenuto ciò che avevano promesso. L’inconscio rimosso, che si supponeva fosse l’ultima parola nel campo della psicologia, è risultato essere il sottoprodotto di una breve stagione meccanicistico-mistica della civiltà. La mente e il corpo, che funzionano insieme nello stesso organismo, nel pensiero umano sono ancora separati. La fisica perfettamente esatta non è poi così perfettamente esatta, proprio come i santi non sono così santi. E’ inutile scoprire un maggior numero di stelle, di comete o di galassie. E nemmeno nuove formule matematiche riusciranno a fornire questo risultato. Filosofare sul significato della vita è inutile finché non si conosce che cosa sia la vita. E poiché Dio è la vita, e questo è un dato certo, che tutti gli uomini sanno, è scarsamente utile cercare o servire Dio, se non si sa che cosa si serve.
Tutto sembra indicare un solo fatto: c’è qualcosa di profondamente e radicalmente errato nei metodi usati dall’uomo per cercare di conoscere se stesso. Il punto di vista meccanicistico-razionalistico è completamente fallito.
Locke e Hume e Kant e Hegel e Marx e Spencer e Spengler e Freud e tutti gli altri erano veramente dei grandi pensatori, ma in qualche modo ciò ha lasciato alla fine dei conti il mondo vuoto e la massa dell’umanità è rimasta aliena da ogni approfondimento filosofico. Non funziona nemmeno la modestia nel proclamare la verità. Spesso essa non è altro che un sotterfugio per nascondere la propria evasione dal punto cruciale. Aristotele, che ha indirizzato per molti secoli il pensiero umano,risultò essersi sbagliato, e anche la saggezza di Platone e di Socrate è servita a poco. Epicuro non ebbe alcun successo e come lui nessun santo.
La tentazione di unirsi al punto di vista cattolico dopo il fallimento in Russia dell’ultimo grande sforzo dell’umanità per giungere a dominare il proprio destino è grande.
L’effetto disastroso di simili tentativi si è rivelato con estrema nettezza. Dovunque ci volgiamo, troviamo gli uomini che corrono in cerchio come se fossero in trappola e cercassero inutilmente e disperatamente l’uscita.

 


E’ possibile uscire dalla trappola. Tuttavia, per evadere da una prigione bisogna prima ammettere di essere in prigione. La prigione è la struttura emozionale dell’uomo, la sua struttura caratteriale. E’ scarsamente utile escogitare sistemi filosofici sulla natura della trappola se l’unica cosa da fare per uscire dalla trappola è conoscerla e trovarne l’uscita. Qualsiasi altra cosa è completamente inutile: cantare inni sulle sofferenze nella trappola, come fanno i negri in schiavitù, o scrivere poemi sulla bellezza della vita fuori dalla trappola, sognandoli dentro la trappola, o promettere una vita fuori della trappola dopo la morte, come fa il cattolicesimo ai suoi fedeli;o confessare un semper ignorabimus come fanno i filosofi rassegnati; o costruire un sistema filosofico sulla disperazione della vita nella trappola, come ha fatto Schopenauer; o inventare un super uomo che sarebbe molto differente dall’uomo nella trappola, come ha fatto Nietzsche finché, intrappolato in manicomio, non ha scritto finalmente scritto la verità su se stesso: troppo tardi …

La prima cosa da fare è cercare l’uscita dalla trappola.
La natura della trappola non presenta alcun interesse al di là di questo punto fondamentale: DOV’E’ L’USCITA DELLA TRAPPOLA?
Si può decorare la trappola per rendere più confortevole la vita all’interno. E’ ciò che hanno fatto Michelangelo, Shakespeare, Goethe. Si possono anche escogitare espedienti provvisori per assicurarsi una più lunga vita nella trappola. E’ ciò che fanno i grandi medici e scienziati: Meyer, Pasteur, Fleming. Si può raggiungere una grande abilità nel curare le ossa rotte quando uno cade nella trappola. Il problema fondamentale è e rimane sempre: DOV’E’ L’USCITA VERSO LO SPAZIO LIBERO E INFINITO ?

L’uscita rimane nascosta. E’ il più grande enigma. E ciò che è più ridicolo e contemporaneamente più tragico è questo:
L’USCITA E’ CHIARAMENTE VISIBILE A TUTTI QUELLI CHE SONO IMPRIGIONATI NELLA TRAPPOLA EPPURE SEBRA CHE NESSUNO LA VEDA. TUTTI SANNO DOV’E’ L’USCITA E TUTTAVIA NESSUNO SEMBRA FARE UN MOVIMENTO VERSO DI ESSA. ANZI, CHIUNQUE SI DIRIGA VERSO L’USCITA O CHIUNQUE LA INDICHI, E’ DICHIARATO PAZZO O CRIMINALE O PECCATORE DA BRUCIARE NEL FUOCO DELL’INFERNO.
Ne deriva che il guaio non sta nella trappola e neppure nel trovarne l’uscita. IL GUAIO STA NEGLI STESSI INTRAPPOLATI.
Visto dall’esterno, tutto ciò appare incomprensibile a una mente semplice. In una certa misura è persino pazzesco. Perché non vedono e non si dirigono verso l’uscita chiaramente visibile? Non appena si avvicinano all’uscita si mettono a gridare e scappano lontano. Non appena qualcuno di loro tenta di uscire lo uccidono [mal comune mezzo gaudio?]. Soltanto pochissimi di notte, quando tutti dormono, riescono a fuggire. Questa è la situazione in cui viene a trovarsi lo stesso Gesù Cristo. E questo è stato il comportamento delle vittime della trappola quando lo uccisero.
Il funzionamento della Vita vivente, è tutto intorno a noi, in noi, nei nostri sensi, proprio davanti a noi, chiaramente visibile in ogni animale o albero o fiore. Lo sentiamo nel nostro corpo e nel nostro sangue. E tuttavia esso rimase, per chi è nella trappola, il più grande e il più inaccessibile degli enigmi.
Ma la Vita non era l’enigma. L’enigma è come esso abbia potuto rimanere irrisolto per tanto tempo. Il grande problema della biogenesi e della bioenergetica è facilmente accessibile all’osservazione diretta. Il grande problema della Vita e delle sue origini è un problema psichiatrico; è il problema della struttura del carattere dell’uomo che è riuscito a sfuggire alla soluzione per tutto questo tempo. Il flagello del cancro non è un problema grande quanto sembra. Il problema è la struttura caratteriale dei cancerologi che con tanta abilità lo hanno reso oscuro.
Il vero, grande problema umano è LA FONDAMENTALE EVASIONE DALL’ESSENZIALE. Questa evasione, questa evasività fanno parte della struttura profonda dell’uomo. Il tenersi lontano dall’uscita della trappola è il risultato di questa sua struttura. L’uomo teme ed odia l’uscita dalla sua prigione e si difende crudelmente da ogni tentativo di trovare l’uscita. Questo è il grande enigma.
Tutto ciò sembrerà pazzesco a tutti gli esseri viventi che stanno nella trappola. Chi esponesse queste folli idee all’interno della trappola andrebbe incontro a morte certa, se fosse membro di una congregazione religiosa che predica, nella rassegnazione o nella speranza [Ratzinger e la speranza …], di uscire dalla trappola. O se fosse un individuo con la responsabilità di una famiglia la cui unica preoccupazione è non morire di fame nella trappola. O se fosse un dipendente di una società industriale di quelle che fanno del loro meglio per rendere la vita nella trappola il più possibile confortevole. Significherebbe la morte, sotto una forma o sotto un’altra: mediante l’ostracismo, l’imprigionamento per violazione di qualche legge o, in certe condizioni, mediante la sedia elettrica. I criminali sono persone che scoprono l’uscita e cercano di raggiungerla facendo violenza al compagno di sventura nella trappola. I pazzi che marciscono nei manicomi e che si contorcono come le streghe del medioevo sotto l’elettroshock, sono anch’essi uomini nella trappola che hanno visto l’uscita ma non sono riusciti a superare il terrore comune di avvicinarsi ad essa.

 

… son morto ch'ero un bambino …
… ad Auschwitz, tante persone ma un solo grande silenzio …
… io chiedo, quando sarà che l'uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare? …

 

Fuori della trappola, vicinissima, c’è tutt’intorno, la vita vivente e l’occhio può vederla in ogni cosa, l’orecchio sentirla, il naso può avvertirne l’odore. Per le vittime nella trappola essa rappresenta una eterna sofferenza, una tentazione come quella di Tantalo [sarà per questo che gli spot promettono la vita falsamente racchiusa nei loro prodotti, con lo scopo di vendere di più? E forse proprio per colpa della miseria si vende di più?]. La si può vedere, sentire, odorare, la si desidera da sempre, e tuttavia non si riesce mai, proprio mai, a superare l’uscita della trappola. Uscire dalla trappola è diventato semplicemente impossibile. Può accadere solo nei sogni, nella poesia, nella grande musica, nella pittura, ma non è più possibile nei nostri movimenti reali. Le chiavi dell’uscita sono cementate nella nostra corazza caratteriale e nella rigidità meccanica del corpo e dell’anima.

Questa è la grande tragedia. E Cristo è riuscito a capirla.
Se si vive troppo a lungo in una cella buia si giunge ad odiare la luce del sole. L'occhio può persino perdere la capacità di sopportare la luce. Da questo deriva l'odio per la luce del sole.
Gli esseri viventi nella trappola, allo scopo di adattare la propria discendenza alla vita nella trappola, sviluppano tecniche elaborate per mantenere attiva la vita ad un livello basso e stretto [ droghe, alcool, non-cibo, inquinamento, sistema economico palesemente errato, cianfrusaglie, stupidità umana … ]. Dentro non c'è sufficiente spazio per i grandi slanci di pensiero ed azione. I movimenti sono limitati in tutte le direzioni. A lungo andare questo ha ottenuto l'effetto di mutilare gli organi stessi della vita vivente. Il senso di una vita piena ha abbandonato le creature nella trappola [… niente rimpianti, forse anche allora molti avevano aperto le ali, senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici, e ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana, e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito: due miserie in un corpo solo.  “qualcuno era comunista” di Giorgio Gaber].
Eppure è rimasto un profondo desiderio di felicità e il ricordo di una felice vita anteriore, prima della prigionia, ormai passata da lungo tempo. Quindi da questa strettezza è nato l'odio della Vita.
Tutte le manifestazioni di questo odio contro la Vita le riassumiamo nel titolo ASSASSINIO DI CRISTO. Gesù Cristo cadde vittima dell'odio dei viventi, dei suoi contemporanei. Il suo tragico destino è la lezione di ciò a cui andranno incontro le generazioni future quando cercheranno di ristabilire le leggi della vita. Loro compito fondamentale sarà la lotta contro la malvagità umana (<<Peccato>>). Se esploriamo questa pista alla ricerca delle possibilità future, buone o cattive, la storia di Cristo acquista un significato tragico.
Perché cristo abbia dovuto morire è un segreto ancora privo di soluzione. Ci renderemo conto che questa tragedia di duemila anni fa, che ha avuto effetti così potenti sul destino dell'umanità, è una necessità logica nel mondo degli uomini corazzati. Il vero motivo dell'assassinio di Cristo è rimasto celato in un ambito completamente separato dagli occhi e dalla mente di molti uomini e donne diligenti; e questo stesso fatto è parte del mistero. L'assassinio di Cristo è un enigma che ha angustiato l'esistenza degli uomini per lo meno da quando esiste la storia scritta. E' IL problema della struttura della corazza caratteriale umana e non solo il problema di Cristo. Cristo fu vittima di questa struttura caratteriale perché aveva sviluppato le qualità e gli atteggiamenti che agiscono sulla struttura corazzata del carattere, come il rosso sul sistema emozionale di un toro infuriato. Così possiamo dire che Cristo rappresenta il principio della vita in sé. La forma fu determinata dal periodo storico: una cultura ebraica sotto dominazione romana. Poco importa che l'assassinio sia accaduto del 3000 a.C. o nel 2000 d.C. Cristo sarebbe stato certamente ucciso in ogni tempo e in ogni cultura se le condizioni dello scontro fra il principio vitale (OR) e la peste emozionale (EP) dal punto di vista sociale fossero state analoghe a quelle della Palestina al tempo di Cristo.
Una fondamentale caratteristica dell'assassinio della vita perpetrato dall'animale umano corazzato è quella di camuffarsi in molti modi e forme. Le sovrastrutture della esistenza sociale umana, l'economia, la guerra, i movimenti politici irrazionali e le organizzazioni sociali che hanno come scopo la soppressione della Vita, stanno sommergendo la fondamentale tragedia che imprigiona l'animo umano in un flusso di cose che possiamo chiamare razionalizzazioni, coperture, fughe dal vero problema. Inoltre esse stanno raggiungendo una razionalità perfettamente logica e coerente che è valida solo entro lo schema della legge contro il delitto, della morale contro il sesso, della civiltà contro a natura, della polizia contro il criminale e così via, lungo tutto il sentiero della miseria umana. Non c'è nessuna possibilità di uscire dal pantano a meno che non ci si ponga fuori dall'ecatombe e non ci si renda insensibili alla gazzarra.



… se c'è qualcosa da spartire tra un prigioniero e un suo piantone, che non sia l'aria di quel cortile, voglio soltanto che sia prigione …
… vagli a spiegare che è primavera, e poi lo sanno ma preferiscono vederla togliere a chi va in galera …
… da un po' di tempo era un po' cambiato, ma non nel dirmi amore mio …
… e ora imparo un sacco di cose in mezzo agli altri vestiti uguali, tranne qual'è il crimine giusto per non passare da criminali …
… la nostra ultima canzone che vi ripete un'altra volta: per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti!!! …


Ci affrettiamo ad assicurare il lettore che non riteniamo tutta questa gazzarra e questo vuoto affaccendarsi un fatto puramente irrazionale, oppure insensato o privo di scopo. E' una caratteristica fondamentale della tragedia che questo nonsenso sia valido, significativo e necessario, anche se entro il proprio ambito e in certe determinate condizioni del comportamento umano. Ma qui l'irrazionalità della peste emozionale si basa su fondamenta di roccia. Anche il silenzio che ha inghiottito per millenni la funzione dell'orgasmo, la funzione vitale, l'assassinio di Cristo e simili problemi cruciali dell'esistenza umana hanno chiaro significato per chi studia saggiamente il comportamento umano [vedi discussione sull'informazione con Davinco].
La specie umana andrebbe incontro ai peggiori disastri, se raggiungesse in un colpo solo la completa conoscenza della funzione vitale, della funzione dell'orgasmo o del segreto della morte di Cristo. Ci sono profondi motivi e una solida base razionale nel fatto che la specie umana abbia rifiutato la conoscenza della dinamica vera e profonda della sua cronica miseria. Un improvviso irrompere della conoscenza renderebbe inefficiente e distruggerebbe tutto ciò che fino ad ora in qualche modo ha fatto funzionare la società umana a dispetto delle guerre, della carestia, dello sterminio emozionale di massa, dell'infelicità, dei bambini, eccetera.
Sarebbe folle cominciare grandi programmi come <<Bambini del futuro>> o <<Cittadini del mondo>> senza capire come questa infelicità abbia potuto durare per millenni, costante, ignorata, inattaccata; come sia stato possibile che nessuno dei molti e brillanti tentativi di chiarificazione abbia avuto successo; che ogni passo verso la realizzazione del grande sogno abbia portato a un peggioramento della miseria; che non una religione sia riuscita a realizzare i suoi obiettivi nonostante le migliori intenzioni; che ogni grande ideale si sia trasformato in una minaccia per l'umanità, come, per esempio, il socialismo e la fratellanza, che sono divenuti statalismo e oppressione della peggior specie. In breve, considerare questi saggi progetti senza prima esaminare e conoscere ciò che per millenni ha ucciso l'umanità sarebbe criminale. Significherebbe solo aggiungere ulteriore miseria a quella che già esiste. Attualmente è molto più importante un'accurata indagine sull'assassinio di Cristo che non i più bei bambini che riuscissimo ad allevare. Qualsiasi possibilità di superare il pantano dell'educazione all'infelicità sarebbe perduta per sempre, irreparabilmente, se questo nuovo e così promettente sforzo di allevare bambini in modo nuovo dovesse bloccarsi e trasformarsi nel proprio opposto, proprio come tutti i precedenti tentativi dell'anima umana. E sia ben chiaro: Il rimodellamento della struttura caratteriale umana, attraverso un cambiamento radicale del modo di allevare bambini, fa parte della Vita stessa [basta guardare tutti i genitori e tutti i cuccioli degli altri animali allo stato selvatico]. Le più profonde emozioni cui può giungere l'animale umano, superano di gran lunga ogni altra funzione dell'esistenza, come obiettivo, profondità, fatalità. La miseria che ne deriva, quindi, sarebbe più profonda e più grande se questo sforzo cruciale fallisse e degenerasse. Nulla è più distruttivo della Vita quando sia stata esasperata e offesa da speranze frustrate. Non dimentichiamolo mai. [sarà questa l'arma finale per annientarci? Faremo fallire ripetutamente tutti i nostri sogni con una dovizia degna di pietà?].
Non possiamo cercare di elaborare questo problema secondo un programma accademico, perfetto e dettagliato. Possiamo solo esaminare il terreno, per vedere dove siano celati i tesori per un possibile uso futuro, per vedere dove gli animali selvaggi battano la campagna, dove siano sistemate le trappole per uccidere l'invasore, e come tutto ciò funzioni. Non vogliamo impantanarci nella nostra stessa impazienza, nella routine di ogni giorno, o in interessi che non hanno nulla a che vedere con il problema dell'educazione. Diversi anni fa, a un congresso di educatori orgonomisti, si disse che l'educazione è un problema che riguarda i prossimi secoli. E' apparso chiaro che le primissime generazioni dei Figli del Futuro non saranno in grado di resistere ai molteplici attacchi della peste emozionale. Dovranno certamente cedere qui e là; non sappiamo esattamente in che modo. Ma esiste la speranza che lentamente in questi bambini si sviluppi una consapevolezza generale della Vita e che si sparga in tutta la comunità umana. Gli educatori che fanno buoni affari con l'educazione non si interesserebbero di educazione, se credessero veramente a ciò che abbiamo detto. Guardiamoci da educatori di questo genere.
Gli educatori dell'avvenire faranno sistematicamente (non meccanicamente) ciò che ogni buono, vero educatore fa oggi: sentiranno nel bambino le qualità della Vita vivente, riconosceranno le sue doti specifiche e aiuteranno il loro sviluppo fino alla massima completezza. Finché gli obiettivi della società rimarranno quelli che oggi prevalgono, cioè diretti contro le qualità innate della viva espressione emozionale, il vero educatore avrà un duplice compito: dovrà riconoscere le naturali espressioni emozionali variabili in ciascun bambino, e dovrà anche imparare a controllare l'ambiente sociale prossimo e lontano quando esso aggredisca queste qualità vitali. Solo in un lontano futuro, quando una consapevole educazione dei bambini avrà eliminato le severe contraddizioni tra natura e cultura, quando la vita bioenergetica e quella sociale dell'uomo non saranno più l'una opposta all'altra, ma si sosterranno, si completeranno e si arricchiranno mutuamente, soltanto allora questo compito cesserà di essere pericoloso.
Dobbiamo essere preparati al fatto che questo processo sarà lento, doloroso e richiederà molti sacrifici. La peste emozionale farà molte vittime.
Il nostro compito più immediato è quello di delineare le caratteristiche basilari, tipiche dello scontro tra le innate, variabilissime manifestazioni emozionali del bambino e quelle qualità della struttura umana meccanizzata e corazzata che generalmente e specificatamente odieranno e combatteranno queste qualità.
Trascurando le innumerevoli variazioni del comportamento umano, l'analisi del carattere è riuscita a delineare i modelli fondamentali e le sequenze tipiche delle reazioni umane. Lo ha fatto in forma estensiva per quanto riguarda le nevrosi e le psicosi. Non tenteremo di fare lo stesso per la dinamica della peste emozionale. Le descrizioni specifiche delle reazioni individuali alla peste dovranno essere ampiamente elaborate per fornire ai medici e agli educatori le necessarie nozioni dettagliate.
Nel mondo cristiano e nelle culture direttamente o indirettamente influenzate dalla religione cristiana, c'è una nettissima contraddizione tra l'<<uomo peccatore>> e il suo <<Dio>>. L'uomo fatto a <<somiglianza di Dio>>. Viene incoraggiato a divenire <<simile a Dio>>. E tuttavia è <<peccatore>>. Come è possibile che il <<peccato>> sia giunto in un mondo creato da <<Dio>>? Nel suo comportamento reale, l'uomo riunisce il divino e il diabolico. All'inizio c'era l'elemento <<divino>> poi è sopraggiunto il <<peccato>>. Il conflitto fra l'ideale di Dio e la realtà del peccato è la conseguenza di una catastrofe che ha trasformato in diabolico il divino. Questo è vero tanto nel caso della storia sociale del passato quanto per lo sviluppo di ogni singolo bambino, da quando una civiltà meccanico-mistica ha cominciato a soffocare le qualità <<divine>> dell'uomo. L'uomo proviene dal paradiso e continua a desiderare il paradiso. L'uomo è in qualche modo emerso dall'universo e desidera ardentemente ritornarvi. Questi sono fatti reali se impariamo a leggere il linguaggio delle sue espressioni emozionali. L'uomo è fondamentalmente buono, ma è anche un bruto. Il cambiamento dalla bontà alla <<brutalità>> avviene effettivamente in ogni bambino. Di conseguenza Dio è NELL'UOMO è il Regno della grazia interiore e della bontà, e non il mistico <<aldilà>> con gli angeli e i demoni in cui il bruto presente nell'uomo ha trasformato il suo paradiso perduto.
Saul di Tarso, il crudele persecutore e assassino di Cristiani, aveva distinto chiaramente ma inutilmente tra il <<CORPO>>, donato da Dio e buono, e la <<CARNE>> dominata dal demonio, che doveva essere bruciata sul rogo mille anni dopo, quando Saul divenne Paolo, l'edificatore della Chiesa. Nella distinzione del primo cristianesimo, tra <<corpo>> e <<carne>>, venne anticipata la nostra attuale distinzione tra impulsi <<primari>> innati e naturali (<<Dio>>) e impulsi <<secondari>> perversi e malvagi (<<Diavolo>>, <<Peccato>>). Il genere umano fu quindi sempre consapevole in qualche modo di questa critica tragedia biologica. Nell'ideologia cristiana, con la sua netta antitesi tra <<DIO>> (corpo spiritualizzato) e il <<DIAVOLO>> ( il corpo degenerato in carne), questa tragedia viene chiaramente espressa e conosciuta. Nell'uomo di oggi l'amplesso genitale <<dominato da Dio>> si è trasformato in un coito maschio-femmina di tipo pornografico. [chissà perché la chirurgia estetica per modifiche corporee va alla grande ?...]

 

UN MISTERO: IL PECCATO ORIGINALE

 

La Vita è elastica: essa si adatta a qualunque condizione di esistenza, con o senza proteste, con o senza deformazioni, con o senza ribellioni. La elasticità della Vita vivente, una delle sue maggiori risorse, sarà una delle catene della schiavitù quando la Peste Emozionale imparerà a sfruttarla per i propri fini. Una e identica, la vita è differente sul fondo del mare o sulla vetta dei monti.
E' differente nel buio delle caverne e nelle arterie sanguigne. Era differente nel Giardino dell'Eden e nella trappola che ha imprigionato la specie umana. La Vita non sa nulla delle trappole nel Giardino dell'Eden; vive nel paradiso, innocentemente, gaiamente, senza nemmeno sospettare un diverso modi di vivere. Rifiuterebbe di ascoltare il racconto della vita nella trappola, e anche se lo ascoltasse, lo comprenderebbe solo con il <<cervello>>, non con il cuore. La vita in paradiso si adatta completamente alle condizioni del paradiso.
Dentro la trappola la Vita vive l'esistenza delle anime prese in trappola. Si adatta rapidamente e completamente alla Vita in trappola. Questo adattamento è così totale che della Vita nel paradiso rimane solo un debole ricordo [“quando il silenzio è un dolore assopito in un sordo ideal, quando lo spettro di antichi tormenti riecheggia lontan ...” 60 anni, Talco], una volta che sia stata presa in trappola. L'inquietudine, il nervosismo, un vago desiderio, il sogno di un lontano passato – eppur presente, in qualche modo – saranno accettati senza discussioni. Nemmeno la traccia di un sospetto che questi siano segni di un debole ricordo della vita nell'antico paradiso turberà la pace dell'anima dei prigionieri. L'adattamento è completo. Raggiunge una misura che supera i limiti della ragione.
La Vita nella trappola diventerà presto tutta assorta in se stessa [egoismo] come si immagina che debba essere la Vita in prigione. Si svilupperanno certe caratteristiche indispensabili alla Vita in trappola, e prive di senso se essa potesse muoversi libera per il mondo. Queste caratteristiche, nate dalla vita nella prigione, saranno molto diverse tra loro. Non si troveranno d'accordo e si combatteranno l'un l'altra. Ognuna di esse, a suo modo, proclamerà l'assoluta verità. E avranno in comune UN solo atteggiamento: Si uniranno e tutte insieme uccideranno chiunque oserà formulare la domanda fondamentale: <<COME MAI, IN NOME DI DIO MISERICORDIOSO, CI SIAMO FICCATI IN QUESTO BRUTTO IMPICCIO, NELL'INCUBO DI QUESTA TRAPPOLA?>>
PERCHE' L'UOMO HA PERDUTO IL SUO PARADISO? e CHE COSA HA PERDUTO IN REALTÀ QUANDO È CADUTO VITTIMA DEL PECCATO?
L'uomo in trappola ha creato nel corso dei millenni un grande libro, la BIBBIA. Questo libro è la storia delle sue lotte e angosce e glorie e speranze e desideri e sofferenze e peccati nella trappola. E' stato pensato e scritto in molte lingue da molte persone diverse. Alcune delle sue fondamentali caratteristiche si possono trovare in paesi molto lontani, nei ricordi scritti e non scritti dell'umanità. Che le cose un tempo siano state piuttosto differenti, che ci sia stato un preciso momento in cui, in qualche modo, l'uomo sia caduto preda del demonio, del peccato, del male, è comune a tutte le leggende di questo passato lontano.

Le bibbie del mondo sono il racconto delle lotte dell'umanità contro il peccato dell'umanità.

Ma ci sono tante cose che la Bibbia ci dice sulla vita della trappola e così poche sul modo in cui gli uomini sono caduti nella trappola. E' ovvio che l'uscita della trappola coincide esattamente con l'entrata, nella quale essi vennero condotti quando uscirono dal paradiso. Ora, perché di questo nessuno dice nulla, eccetto pochissimi versetti che sono una parte infinitesima della Bibbia, e oltretutto in un linguaggio velato che ha lo scopo di nascondere il vero significato delle parole?
La caduta di Adamo ed Eva ovviamente è stata causata, al di là di ogni dubbio, da qualcosa che essi hanno fatto contro le leggi divine in un modo genitale.

Ora, erano nudi ambedue, Adamo cioè e sua moglie, e non ne arrossivano (Genesi, 3, 1-24).

Ma il serpente era il più astuto tra gli animali che il Signore Dio aveva creati sulla terra. Il quale disse alla donna: <<per quale motivo Iddio v'ha comandato di non gustare qualsivoglia albero del paradiso?>> Cui la donna rispose: <<Dei frutti degli alberi che sono nel paradiso ne mangiamo; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al paradiso, Iddio ha comandato di non mangiarne e di non toccarlo, che non abbiamo a morirne>>. Ma il serpente disse alla donna: <<No, davvero che non ne morirete. Dio però sa che, in qualunque giorno ne mangerete, vi si apriranno gli occhi e sarete come dèi sapendo bene il male>>. Vide dunque la donna che l'albero era buono a mangiarsi, bello agli occhi e dilettoso all'aspetto; prese del suo frutto, ne mangiò, e ne dette al marito che ne mangiò. E si aprirono gli occhi ambedue. E avendo conosciuto di esser nudi, intrecciarono delle foglie di fico e ne fecero delle cinture.
Ed avendo udito la voce del Signore Dio che passeggiava nel paradiso nell'aura vespertina, si nascosero, Adamo e la moglie sua, dalla faccia del Signore Dio in mezzo agli alberi del paradiso. Il Signore Dio chiamò Adamo, e gli disse: <<Dove sei?>> Il quale rispose: <<Ho udito la tua voce nel paradiso; ho avuto paura essendo nudo, e mi sono nascosto>>. A cui disse: <<E chi ti ha fatto conoscer d'esser nudo, se non che hai mangiato dell'albero del quale ti avevo ti avevo comandato di non mangiare?>> Rispose Adamo: <<La donna che mi desti a compagna m'ha dato di quel frutto e ne ho mangiato>>. Disse il Signore Dio alla donna: <<Perché hai fatto ciò?>>. La quale rispose: <<Il serpente m'ha ingannata, e ne ho mangiato>>.
Allora disse il Signore Iddio al serpente: <<Poiché hai fatto questo, sarai maledetto tra tutti gli animali e bestie della terra; striscerai sul tuo ventre, e mangerai terra in tutti i giorni della tua vita. Porrò inimicizia tra te e la donna, fra la stirpe tua e a stirpe di lei; essa ti schiaccerà il capo, e tu insidierai il suo calcagno>>. Disse ancora alla donna: <<Moltiplicherò i tuoi travagli e i tuoi parti; partorirai tra i dolori i tuoi figli sarai sotto la potestà del marito ed egli ti dominerà>>. Disse poi ad Adamo: <<Poiché hai ascoltato la voce della tua donna, ed ahi mangiato del frutto del quale ti avevo comandato di non mangiare, maledetta la terra del tuo lavoro; tra le fatiche ne ricaverai nutrimento in tutti i giorni della tua vita. Ti germoglierà triboli e spine, e mangerai l'erba della terra. Col sudore della tua fronte ti procaccerai il pane, sinché tu ritorni alla terra dalla quale sei stato cavato; perché polvere sei e polvere ritornerai>>. E Adamo mise alla moglie sua il nome di Eva essendo ella la madre di tutti i viventi.
Fece anche il Signore Dio ad Adamo e alla sua moglie vesti di pelli, e li ricoprì; poi disse: <<Ecco, Adamo è divenuto quasi uno di noi e conosce il bene e il male; [da notare il plurale come se gli dei del racconto fossero tanti da quello che si evince da “uno di noi”]
ch'ei non abbia a stender la mano e prendere anche dall'albero della vita, e vivere in eterno!>> Ed il Signore Dio lo mandò fuori dal paradiso di delizia, acciò lavorasse la terra dalla quale fu scavato. Scacciò Adamo e pose a guardia del paradiso di delizia un cherubino con una spada roteante e fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.


C'era il serpente in paradiso che era <<il più astuto tra gli animali che il Signore Dio aveva creati sulla terra>>. Il commentatore cristiano non deve pensare al serpente, nella sua forma edenica, come un rettile strisciante. In origine il serpente era <<la più bella e più astuta tra le creature>>. In esso rimangono le tracce di quella bellezza nonostante la (successiva) maledizione. Ogni movimento del serpente è aggraziato, e molte specie hanno colori bellissimi. Nel serpente appare per la prima volta Satana sotto la forma di angelo di luce. Il serpente, quindi, è un simbolo della Vita stessa ed è il membro virile.

Poi in qualche modo, come se venisse dal nulla, arrivò la sventura. Nessuno sa, né ha mai saputo, né mai scoprirà, come e perché questo sia successo: il bellissimo serpente, <<l'Angelo della Luce>>, <<la più bella delle creature tranne l'uomo>>, viene maledetto e diventa <<rettile schifoso>>.
E, come se uno speciale disegno fosse riuscito a nascondere il più drammatico, il più diabolico, il più disastroso avvenimento della storia della specie umana e ad allontanarlo per sempre dalla comprensione della mente o del cuore, questa catastrofe diviene misteriosa e intoccabile; diventa parte del grande mistero dell'intrappolamento dell'uomo; senza dubbio in essa è contenuta la soluzione dell'enigma, del come l'uomo nella trappola rifiuti di uscire semplicemente dalla trappola servendosi dell'apertura da dove è entrato. L'interprete della Bibbia a questo punto dice: <<Qui è contenuto il più profondo mistero dell'espiazione>>; vale a dire la trasformazione del serpente dal <<più bello ed astuto tra gli animali in un rettile schifoso>>.
Qual'é il motivo di tutto ciò? Ascoltiamo.
C'era un albero particolare nel giardino dell'Eden, e Dio aveva detto all'uomo del paradiso: <<Mangia del frutto di qualunque albero del paradiso, ma dell'albero della scienza del bene e del male non mangiare>>.

Cui la donna rispose: <<Del frutto degli alberi che sono nel paradiso ne mangiamo; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al paradiso ne mangiamo; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al paradiso, Dio ci ha comandato di non mangiarne e di non toccarlo, che non abbiamo a morirne>>.

C'è stato qualcuno che in seimila anni abbia spiegato che albero fosse quello? Nessuno. Perché? Il mistero di quest'albero è parte del mistero dell'intrappolamento dell'uomo. Una soluzione del mistero dell'albero avrebbe certamente fornito la riposta al perché l'uomo è nella trappola. La soluzione del mistero dell'albero proibito avrebbe certamente indicato l'entrata della trappola che, se usata a rovescio, sarebbe divenuta l'uscita dalla trappola. E per questo nessuno ha mai pensato di risolvere l'enigma dell'albero proibito e, nella trappola, tutti per migliaia d'anni sono stati occupati a scolasticizzare, a talmudizzare e a esorcizzare la condizione di intrappolamento, servendosi di milioni di libri e miriadi di parole, con un solo obiettivo in mente: Evitare di risolvere l'enigma dell'albero proibito.
Il serpente ancora bello e astuto, ne sapeva di più. <<Ma il serpente disse alla donna: “No davvero, che non morirete, Dio però sa che qualunque giorno mangerete, vi s'apriranno gli occhi, e sarete come dei, conoscendo il bene e il male”>>.
Ora, dato che è stato il bellissimo serpente a provocare la caduta dell'uomo, che cosa significa questo per il buon senso?
Se l'uomo nel paradiso, che vive una vita felice secondo le norme di Dio, mangia i frutti di un certo albero diverrà simile a Dio, gli occhi gli si apriranno e conoscerà <<Il bene ed il male>>. Prima di tutto, come ha potuto un albero così diabolico entrare nel giardino dell'Eden?
E se si mangia da questo albero che porta i frutti della conoscenza e si diventa simili a Dio, perché poi si perde il paradiso? Per quanto ne so, la Bibbia non lo dice. Ed è dubbio che qualcuno abbia mai posto questa domanda. La conoscenza, quello che porta a conoscere la differenza tra bene e male, che male c'è a mangiare i suoi frutti? Se si mangiano i frutti si può seguire meglio, non peggio, la legge divina. Di nuovo non c'è alcun senso.
O invece è proibito conoscere Dio ad essere simile a lui; che significa vivere secondo i modi di Dio, anche in Paradiso?
O sono tutte fantasie elaborate dall'uomo in trappola, ripescando nei deboli ricordi di un passato in cui viveva fuori dalla trappola? Non ha senso. L'uomo ha sempre sentito l'esigenza di conoscere Dio, di seguire la sua volontà, di vivere la vita e l'amore di Dio e proprio quando comincia a farlo mangiando il frutto dell'albero della conoscenza, viene punito, viene scacciato dal paradiso, e condannato a un'eterna condizione di miseria. Tutto ciò è semplicemente insensato, e temiamo che nessun rappresentante di Dio in terra si sia mai posta questa domanda o abbia osato pensare in questa direzione.

Vide dunque la donna che l'albero era buono a mangiarsi, bello agli occhi e dilettoso all'aspetto; prese del suo frutto, ne mangiò e ne dette al marito che ne mangiò. E s'aprirono gli occhi ad ambedue. Ed avendo conosciuto di esser nudi, intrecciarono delle foglie di fico e ne fecero delle cinture (Genesi, 3, 6-7).

Quando l'uomo fu preso per la prima volta nella trappola, la confusione gli ottenebrò la mente. Non capì come mai era finito nella trappola. Sentiva di aver fatto qualcosa di sbagliato, ma non sapeva che cosa. Prima non si vergognava di essere nudo e poi, improvvisamente, si vergognava dei suoi organi genitali. Aveva mangiato i frutti dell'albero proibito <<della conoscenza>> che nel linguaggio biblico significa che egli <<conobbe>> Eva, che aveva avuto con lei rapporti genitali. Per questo era stato scacciato dal paradiso. Il bellissimo serpente di Dio li aveva sedotti; li aveva sedotti il simbolo della sinuosa vita vivente e dell'organo sessuale maschile.
Da questo punto fino alla vita nella trappola c'è un largo e profondo intervallo di incomprensione. Nel suo adattamento alla vita in trappola, la Vita sviluppò nuove forme e nuovi mezzi di esistenza; forme e mezzi che nel giardino dell'Eden non erano necessari, ma di estrema importanza per la vita nella trappola.
Un'umanità silenziosa, sofferente, sognante, affranta, tagliata fuori dalla Vita di Dio, fornì le basi su cui crebbero i preti e profetici nemici dei preti; i re, e i ribelli nemici dei re; i grandi che lenirono le sofferenze umane nella trappola, e insieme i grandi ciarlatani e le <<autorità>> della medicina, i traumatologhi, gli occultisti. Con gli imperatori comparvero gli spacciatori di libertà, e con i grandi organizzatori dell'umanità in trappola nacquero le prostitute della politica, i Barabba e lo strisciante verminaio dei lacché; il Peccato e il Delitto e i loro boia; la soppressione di libertà intollerabili nella trappola, e le Unioni per le Libertà Civili all'interno della trappola. E dalla palude crebbero anche delle grosse strutture politiche dette <<partiti>> allo scopo di mantenere ciò che essi chiamavano lo <<status quo>> dentro la trappola – i cosiddetti <<conservatori>> (poiché cercavano di conservare la legge e l'ordine stabiliti per mantenere la vita nella trappola) e, in opposizione ad essi, i cosiddetti <<progressisti>>, che lottavano e soffrivano e morivano per aver sostenuto una maggiore libertà nella trappola. Qui e là questi progressisti tolsero il potere ai conservatori e cominciarono a realizzare la <<Libertà nella Trappola>> o il <<PANE E LIBERTÀ nella Trappola>>. Ma poiché nessuno poteva dare alle grandi masse umane il pane e la libertà, poiché dovevano lavorare per averli, i progressisti divennero presto a loro volta conservatori, perché anch'essi dovevano mantenere la legge e l'ordine come avevano dovuto fare in precedenza i loro eterni nemici, i conservatori. Poi, sorse un nuovo partito che pensò che le masse dell'umanità sofferente nella trappola dovessero comandare la Vita nella trappola al posto dei preti, dei re, dei duchi. Lottò duramente per indurre la massa del popolo a alzarsi in piedi e mettersi in azione ma, accadde poco, eccetto qualche delitto e la distruzione delle case di pochi ricchi nella trappola. Le vaste masse dell'umanità continuarono a ripetere ciò che avevano visto e sentito per millenni [il ruolo delle pecore cantilenanti del libro “la fattoria degli animali” di G. Orwell ], e nulla cambiò; la miseria diventò più grande quando un partito intelligente promise all'umanità <<LA LIBERTÀ POPOLARE NELLA TRAPPOLA>> e creò l'inferno, qua e là servendosi di tutti gli slogan ormai logori che in precedenza erano stati usati dai re, dai duchi e dai tiranni. I partiti della libertà popolare ebbero in principio grande successo, finché non vennero alla luce i loro disegni. Lo slogan della libertà <<POPOLARE>> nella trappola distinta dalle altre libertà nella trappola e l'uso dei vecchi metodi dei vecchi re, funzionarono finché i leader di questo partito venivano, come piccoli spacciatori di libertà, anch'essi dal mondo degli intrappolati. Quando però ottennero il potere su una piccola zona rimasero stupiti vedendo quanto fosse facile premere i bottoni e vedere polizia,esercito, diplomazia, giudici, scienziati accademici e rappresentanti delle potenze straniere agire al semplice premere di quei lucidi bottoni, che dimenticarono completamente la <<LIBERTÀ POPOLARE NELLA TRAPPOLA>> e si divertirono semplicemente a premere quanti più bottoni possibili nei palazzi dei vecchi despoti che essi avevano assassinato. [andrebbe fatto sempre un paragone con “la fattoria degli animali”]. La gioia di premere bottoni su tavoli del potere li inebriò. E non resistettero a lungo e vennero presto rimpiazzati dai bravi, vecchi degni suonatori di campanelli, i buoni vecchi conservatori che avevano ancora un po' di dignità e di ritegno come un ricordo quasi cancellato dei giorni del paradiso. [la storia politica italiana deve far riflettere sull'ascesa popolare di Berlusconi come immagine di una persona che perlomeno era coerente e schietta nella sua azione di distruzione della vita, infatti Corrado Guzzanti si chiedeva in uno sketch molto riuscito: Perché non lo prendete sul serio? Perché c'è sempre da ridere?. Le persone perlomeno sanno che stanno scegliendo un dittatore, lo desiderano, non desiderano la libertà, ma perlomeno non vogliono essere prese per i fondelli, seppur nella loro visuale distorta di ciò che avviene in politica]
Costoro litigavano e discutevano continuamente, si tiravano a vicenda da una parte e dall'altra, uccidevano i loro avversari, legalmente o illegalmente; in breve davano un quadro perfetto del Peccato dell'uomo e del compimento della maledizione del Giardino dell'Eden. La massa dell'umanità in trappola non prese affatto parte a questo olocausto della Vita appestata nella trappola. Su due miliardi di uomini, solo poche migliaia parteciparono ai tumulti, il resto si limitò a soffrire, a sognare e ad attendere… CHE COSA? Il redentore, oppure che avvenisse qualcosa di inaudito [ succederà lo stesso con l'illusione 2012?] e che li rendesse liberi; la liberazione delle loro anime della trappola chiamata corpo; la riunione con il grande <<Spirito del mondo>> o l'inferno. Comunque, i sogni, le fatiche, l'attesa furono le maggiori occupazioni delle vaste masse dell'umanità lontane dai tumulti politici. Ci furono anche grandi stragi durante le guerre all'interno della trappola, dove i nemici cambiavano ogni anno come la gente cambia il denaro allo sportello di una banca. Non aveva molta importanza anche se era doloroso. La massa dell'umanità sofferente attendeva di venire liberata da questa vita di peccato e quei pochi che facevano chiasso non contavano molto, in realtà, visti nella prospettiva della Vita o di <<Dio>> nell'universo.
E la vita di Dio nasceva in miliardi di bambini dovunque nella trappola, ma veniva uccisa dalla gente nella trappola che o non la sapeva riconoscere nei loro figli, o si spaventava a morte alla vista di una vita viva, attiva, decente, semplice.

… non insegnate ai bambini …
… forse è una grave imprudenza è lasciarli in balia di una falsa coscienza …
… l'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura …
… ma se proprio volete raccontategli il sogno di un'antica speranza
… stategli sempre vicini date fiducia all'amore, il resto e niente …
… giro giro tondo, cambia il mondo …
(questa canzone è stata scelta dallo stesso Giorgio Gaber come testamento, a testimoniare cosa per lui era importante per poter cambiare veramente, tant'è che è stata eseguita come musica all'ultimo saluto di Gaber)

 

 

E fu così che l'uomo perpetuò la propria prigionia [c'è da chiedersi come mai i bambini appena nati vengono tolti alla madre? Oggi sto parlando no secoli fa ]. Questi bambini, se lasciati a se stessi come Dio li aveva creati, sarebbero stati certamente in grado di trovare l'uscita dalla trappola, ma non si poteva permettere che ciò accadesse [sta succedendo anche ora che per i giovani e i bambini si richiede di stringere le maglie del controllo, chissà perché? Guardacaso i vaccini malefici contro una influenza che non esiste hanno intenzione di somministrarli, forse sicuramente obbligatoriamente, a gennaio, febbraio del 2010 a persone dai 2 ai 27 anni, sempre con la scusa del “nostro bene”]. Era particolarmente proibito durante il regno delle <<LIBERTÀ POPOLARI>> all'interno della trappola. Ogni lealtà doveva andare alla trappola e non ai bambini sotto pena di morte da parte del <<Gran capo e Amico di Tutti gli Intrappolati>>.

 

… il buio ha preso il posto del coraggio di vedere, paura al posto della verità, si parla sottovoce o nel chiuso delle stanze, nessuno canta più di libertà …
… voglio almeno dire due parole, in nome di chi lotta per la vita: potete forse farci rallentare, però non vi crediate sia finita!!! …

 

 

UN ALTRO ESTRATTO DI QUESTO LIBRO GIA’ PUBBLICATO: IL PICCOLO UOMO