martedì 28 aprile 2009

Come crolla la libertà


ORO NERO

Scende la notte
Tra storie spente e memorie tradite
Piange tragedie antiche
Ma non ingiallite
Lenta sprofonda
Tra le sorti incerte dell’impero
Di una patria feconda che svende l’orrore
In cambio dell’oro nero

Desto il terrore
Soffia impetuoso da un’ignara nazione
Che si culla nell’orgia
Della disinformazione

Lo sceriffo rassicura il fine è poi la libertà
Ma il progetto non convince: è il fine per giustificare
Nubi di torture e coercizioni
Assuefatte di legalità
I diritti chimere a stelle e strisce
Tra le gambe dell’impunità

Crolla la libertà
Tra le gambe dell’impunità
Cade la dignità
Il terrore è legalità
Crolla la libertà
Nell’oceano dell’impunità
Cade la dignità
Il terrore è legalità

Lugubre avanza,
Brucia le colpe e le ferite del male
Specchio vuoto di sogni
Del vecchio capitale
Sono schegge di ieri
Scorrono i fili di un ostile passato
Per un domani ignoto
Dal volto incappucciato

Ma il progetto non convince ora si deve escogitare
Una menzogna o un espediente per poter giustificare
Nubi di torture e coercizioni
Assuefatte di legalità
I diritti chimere a stelle e strisce
tra le gambe dell’impunità
Talco, Combat Circus

lunedì 27 aprile 2009

A ciascuno la sua colpa

A volte sono io a non capire, a volte sono sempre io a non capire, perché per gli altri è sempre tutto così facile, è tutto semplice, a volte si meravigliano sul perché le cose non siano come dicono loro, come le pensano, come le immaginano, e dicono che sarebbe facile, e attaccano con ferocia per esempio il drogato solo perché … perché in pratica infrange le leggi, d’altronde se viviamo nella migliore civiltà possibile, le leggi sicuramente sono un qualcosa che tutela l’essere umano, sono giuste. Ma come mai poi alla fine ti accorgi che la massima carica dello stato è un criminale incallito, facente parte ad una associazione massonica che di certo non faceva e fa beneficienza. Ma dopo gli exploit, le loro vite diventano sempre più complicate. A volte sono io a dire che forse le cose che appaiono complicate sono in realtà di facile soluzione, mentre a volte, o quasi sempre gli altri intravedono cose difficili in cose che sono esiguamente troppo facili. E succede così anche per il terremoto, un sisma in Italia, precisamente in abruzzo, è primavera, succede qualcosa, succede che qualcosa non va, che le persone sono infelici (e lo si vede perché non reagiscono al marciume dilagante), e il mondo è il miglior mondo possibile, eppure i morti sono 300 e i feriti molti di più. Succede che le persone, dalle loro comode case, durante i soccorsi aspettano con ansia la storia di un reduce, di una persona sofferente, di poter dire che ci sono stati tanti morti, che la situazione è disastrosa, che così può sfogare la sua frustrazione in un fatto terribilmente somatico come la situazione che si è venuta a creare. Lo sfacelo si ha quando quelli che dovrebbero fare i giornalisti chiedono agli sfollati : come vi sentite? Beh quelli dovrebbero rispondere, che stanno bene, anzi non credo che siano mai stati meglio, d’altronde hanno perso solo la loro abitazione, hanno visto la morte in faccia, e non sapevano se i loro amici e parenti erano vivi. Ah e poi parecchi hanno dormito col sedere per terra la notte, se non avevano la macchina. Insomma un paradiso. Sembra quasi che bisognerebbe chiederglielo se loro sono supereroi da film che dal set dicono davanti alla telecamera, sono un duro! Però questo non è un set, ma la telecamera c’è lo stesso,a volte riprende a volte no, ma a volte riprende e fa male vedere che una intera città è stata scossa, che molte persone, come in un film già visto, dovranno vivere in container per decenni, mentre i politici continuano nella loro opera di illusione, difatti se non ci fossero problemi che ci sta a fare il politico? Ma questi sono solo dettagli. Il terremoto non si può prevedere, dicono in molti, tutti, anzi quasi tutti, tranne un certo Giampaolo Giuliani, ricercatore, esperto di sismologia, ma per alcuni solo un ciarlatano, per i più arditi uno che si vuole fare pubblicità sfruttando la situazione. Giuliani, a suo tempo per la massa un ciarlatano che ha meritato anche un avviso di garanzia per allarmismo, proprio lui che prima era un mezzo delinquente, viene portato alle luci della ribalta della televisione e della rete. Mi sa di una storia già rivista, ma questo episodio sembra essere un capitolo nuovo di una storiella trita e ritrita. Già una specie di storiella per chi vuole farsi una chiacchierata, come ce ne sono tante in questo periodo, come quella dello stipendio troppo alto di diversi giornalisti nella stessa azienda. D’altronde se questo stanca c’è sempre l’argomento Giuliani a tenere banco, con tutte le falsificazioni mediatiche e le ipnosi a dosi di molti : “ i terremoti non si possono prevedere” d’altronde vale di più la parola di un sindaco per esempio che un tecnico che ha le prove di quello che dice. Qui non si può dire che questa è un’altra storia, perché questa è la storia, questa è la realtà, così bieca che si piega alle parole di cornuti e cornaioli che fanno a gara per dire le stronzate per cui sono pagati, rispetto alle parole di un esperto. Ma siccome Giuliani non ha partecipato al grande fratello o la fattoria ne tanto meno all’isola dei famosi, ( e adesso che ce lo hanno fatto diventare non escludo nulla) allora non può essere creduto, d’altronde il fratello maggiore, ovvero il nostro fratello maggiore, perché secondo alcuni noi saremo tutti figli di dio, ma c’è anche il fratello più grande, ci controlla, ancora poi trasgrediamo alle regole tacite che vi sono in società e dettate dal padre. Allora cresciamo, impariamo a non essere la massa di età media di 12 anni, come la tv ci tratta, perché sa che così avrà la nostra attenzione. Ma la nostra attenzione, per quanto matura sia, si discosta come un cecchino che mira in maniera sbagliata perché vuole mancare la verità. Così magari impareremo a evitare altri 300 morti in qualche altra città ed in qualche altra circostanza. Ma tanto so che non verrò ascoltato perché non sono un delinquente e non ho fatto mai del male a nessuno, di questo si posso attribuirmi la colpa. Scusate ma anche io ho i miei limiti.

Paoloblogger


Grazie a Erika per avermi suggerito la canzone