lunedì 23 febbraio 2009

Why?

Le interviste: Paolo Franceschetti, Solange Manfredi, Stefania Nicoletti Gen-Feb 2009

Salve, ho intervistato i curatori del blog paolofranceschetti.blogspot, che ormai da anni si dimenano alla ricerca di capire quanto la massoneria sia potente e influenzi la società, con la mia intenzione iniziale di cercare di capire l'assurdità della attuale realtà. Per questo hanno ricevuto, e ancora ricevono, intimidazioni e minacce più o meno velate, e si sono salvati più di una volta, da tentativi di omicidio nei loro confronti. Quello che è uscito ha davvero dell'incredibile ed è andato oltre le mie previsioni più spinte di una intervista su questa materia. L'intervista è lunga e non abbisogna di ulteriori commenti. Buona lettura.

P = Paoloblogger
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PF= Paolo Franceschetti;
SM= Solange Manfredi;
SN=Stefania Nicoletti

P: Confucio diceva che non bisogna temere di rimanere sconosciuti, ma di non conoscere gli altri. Perciò chi meglio dei diretti interessati può dirlo: Chi è Paolo Franceschetti? Chi è Solange Manfredi? Chi è Stefania Nicoletti?
PF: E' una domanda difficile, sono una persona normale, faccio l'avvocato, mi occupo di queste cose strane a tempo perso, delitti e omicidi. Per rispondere a questa domanda dovrebbe essere più precisa, perché poi ritengo che le peggiori persone per dare giudizi su noistessi siamo proprio noistessi, quindi sono gli altri che mi dovrebbero dire come mi vedono. Io ti posso dire come mi sento, ma chi sono no, perché è una domanda che ritengo un po' difficile.

 

SM: E' una persona molto curiosa che delle cose si domanda sempre il perché e che si è trovata come eredità un eredità pesante, oscura, e ha cercato di capire.

 

SN: Una persona che ha scelto di informare. A volte faccio fatica a definirmi giornalista. Preferisco dire: una che ha scelto di informare. Una che, capito il funzionamento del sistema, ha deciso di denunciarlo. Una che a un certo punto della sua vita si è trovata davanti una realtà che ha dell'incredibile e che non è neanche immaginabile. Non potevo tacere, far finta di niente, continuare a vivere come se niente fosse. Quando ci si trova davanti certe realtà e le si comprende, cambiano molte cose nella propria vita. Una volta presa coscienza, non potevo voltarmi dall'altra parte. E così ho preso l'unica decisione che ritengo possibile: ho deciso di andare avanti, di affrontare questa realtà e di non tirarmi indietro da quello che sento come un dovere morale. Consapevole delle conseguenze e dei rischi che questo comporta.

 

P: Nel libro di Baricco, Novecento, c'è una frase che dice:”non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”. Bene, che cosa potete dirmi per convincermi che le vostre non siano solo delle storie per non essere “fregati”?
PF: Io non devo convincere nessuno, è chi ascolta e chi legge che deve farsi un'idea, poi se quello che dico gli è utile buon per lui, altrimenti francamente il problema di quello che pensano gli altri non mi riguarda.

 

P: Solange di te è stato detto nel blog che da quando hanno ucciso tuo padre, ti hanno tolto tutto e ti hanno perseguitato fino in Nicaragua perché avresti raccontato tutta la verità. Solange in fondo c'è tanta gente che racconta la sua verità, ma perché tu saresti così pericolosa?
SM: Perché dipende sempre quanto sai, io ho avuto la possibilità di vivere in una famiglia che era ai vertici della massoneria e quindi ho avuto contatto con realtà probabilmente molto più scottanti di altre, sono riuscita a capire più meccanismi perché la mia famiglia era inserita ad un livello più alto.

 

P: Secondo le vostre conoscenze cosa pensate stia succedendo in Italia, o se volete nel mondo, attualmente?
SM: E' in atto un programma che si protrae da secoli di nuovo ordine mondiale che è alle battute finali. E' un progetto che è partito da lontano, che ha come scopo ultimo quello di un governo mondiale, fatto da persone cosiddette “illuminate” che dovrebbero governare il mondo. Si dice, secondo alcuni testi, che dovrebbe essere compiuto entro il 2012-2013. Però i testi vanno presi come punto di partenza, l'importante è guardarsi intorno, guardare la realtà. Oggi la realtà, per quanto riguarda l' Italia, è che abbiamo firmato un trattato di Lisbona, trattato con cui abbiamo ceduto la nostra sovranità ad un governo di cui non sappiamo praticamente nulla. A livello monetario abbiamo dato la sovranità ad un s.p.a. che gode di sostanziale immunità. A livello militare quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti.

 

P: Nel blog è riportata una citazione di una vostra amica che dice che in Italia non esistono misteri, ma solo cose che vengono tenute nascoste da chi ha il potere. Alla luce di questa affermazione, come commentate il famoso e diffuso non vedo, non sento, non parlo? Non si può desumere che effettivamente il potere è nelle mani, e responsabilità della gente? Credete che i poteri forti sarebbero tali, anche se la gente fosse meno omertosa, e più partecipe ed interessata?
SM: Assolutamente no, non sarebbero così forti. Il potere, questo tipo di potere, si basa purtroppo sulla contiguità e complicità della popolazione, in maniera cosciente od incosciente. Hitler, durante la seconda guerra mondiale, ha potuto fare quello che ha fatto perché vi erano delle persone che erano complici, erano conniventi, e/o di fronte alla realtà si voltavano dall'altra parte, con colpa, perché ogni uomo deve avere la possibilità di cercare di capire cosa gli capita attorno, di domandarsi il perché. E questo esempio valida il famoso “così in alto, così in basso”.

 

P: Credete veramente che se le persone afferreranno la struttura di chi governa il mondo, allora i potentati perderanno il loro potere o la loro influenza, oppure credete che ci sia bisogno di qualcosa di più?
PF: Questo non lo so, in futuro senz'altro la consapevolezza è quella che porta a dei cambiamenti. Se poi questi cambiamenti si otterranno solo con la consapevolezza o con qualcos'altro, questo non lo so dire, anche perché questo qualcos'altro non lo so prevedere, io posso prevedere quello che succederà fra dieci anni o venti, ma certo non quello che succederà fra duecento.

 

SM: Io credo che se molta gente si rendesse conto di quello che accade quotidianamente i poteri forti avrebbero maggiore difficoltà a manipolarci. Che solo questo possa impedire ai poteri forti di continuare nel loro progetto non lo so, certo è comunque che noi, come società, come cittadini abbiamo diversi diritti ma abbiamo anche molti doveri, dove dovere non vuol dire pensare al proprio orticello e fregarsene di quello che succede affianco. Significa vivere cercando di capire e di difendere i tuoi diritti e quelli del tuo vicino. Purtroppo oggi in Italia ci sono i detti, “chi fa i fatti suoi campa cent'anni”, “mors tua vita mea”; ogni tanto quando mi capita qualche persona che si lamenta perché in un incidente stradale, magari c'erano tanti testimoni, e nessuno testimonia che lui aveva ragione, gli faccio questa domanda: “lei ha mai assistito ad un incidente stradale? -Si!- “lei si è fermato dando le sue generalità per mettersi a disposizione della persona che era stata investita?” - No!. Allora gli dico: allora cosa pretende adesso! Pensiamo sempre che la cosa riguardi gli altri. La gente che guarda dall'altra parte, non facendo il proprio dovere di denunciare, semplicemente è connivente con questi poteri forti, ma non solo, non si rende conto che il danno lo fa a se stesso. Perché se oggi le banche possono fare quello che fanno, di buttare sul lastrico centinaia di migliaia di risparmiatori, con delle mega truffe, se vengono truffati da altre società, e non riescono a difendere i loro diritti, è successo perché per troppe volte hanno guardato dall'altra parte, solo che non se ne rendono neanche conto. Nel 2006 è stata emanata una legge che lascia la democrazia italiana priva di qualsiasi tutela, la 86 del 2006, passata come legge sui reati d'opinione, priva di qualsiasi tutela gli organi costituzionali italiani, perché? perché depenalizza gli attentati agli organi costituzionali, gli attentati alla nostra democrazia. Depenalizzando questi attentati oggi uno è punibile solo quando il colpo di stato è avvenuto, ma quando è avvenuto è già tardi per tutelare il diritto, e questo è passato sotto silenzio. Nel nostro blog c'è un articolo “attentato agli organi costituzionali”, dove analizzo le modifiche che hanno privato di qualsiasi tutela la nostra nazione, ma non è successo niente, nessuno ha fatto nulla, e ad agosto hanno ratificato il trattato di Lisbona, dove quello che è costituzionalmente nostro, viene regalato ad un'entità che non sappiamo ancora, e non è successo assolutamente nulla. Le persone che pensano che guardando dall'altra parte non gli succeda niente, di fatto ha già perso tutto.

 

P: Invece che mi dici tu Stefania, cos'è che secondo te teme di più la gerarchia dei poteri forti?
SN: Il risveglio delle coscienze. Credo che siamo ancora molto lontani da un risveglio "di massa", da una presa di coscienza generale. Certo, qualcosa si sta muovendo. Le persone cominciano ad informarsi. Ogni giorno c'è qualche persona in più che capisce o intuisce il sistema. E questo è importante. Ma forse ne vedremo i frutti solo fra molti decenni. Credo che alcuni mezzi, internet su tutti, siano potenti strumenti nelle nostre mani, e che dovremmo sfruttarli al meglio. A mio parere internet sta guastando i piani dei cosiddetti poteri forti, che forse non avevano previsto la diffusione delle notizie che si sta verificando proprio grazie a questo potente mezzo. Proprio per questo ritengo che l'informazione sia la chiave di tutto. I poteri forti temono l'informazione, e proprio per questo la censurano, la pilotano, la manipolano da sempre.

 

P: Ovviamente la crisi che sta avvenendo ora ha una matrice finanziaria ed è fittizia secondo alcuni, però con l'attaccamento ai soldi che le persone hanno può trascinare nel baratro un'economia che seppur disastrosa in termini produttivi ed ambientali, riesce a creare una sussistenza essenziale in molte zone. Solange, cosa sta succedendo, cosa c'è dietro, e quali sono le finalità di tutto questo?
SM: Le finalità di tutto questo sono, probabilmente, quelle di creare un crollo economico mondiale, perché i beni reali poi possano cadere nelle mani di pochi. Oggi, da Bretton Woods in poi, il denaro è un denaro fittizio, inoltre è stata creata negli ultimi decenni una società basata sul debito, (Keynes) noi tutti siamo stati indotti a vivere a debito, tanto che se vogliamo comprare qualcosa in contanti non ci viene fatto alcuno sconto, ma se compriamo a rate si. Questo è stato voluto. Dirò di più, da ultime informazioni risulterebbe, il condizionale è d’obbligo, che a breve il dollaro americano verrà demonetizzato, e verrà creata una nuova moneta, basta una legge, un po’ come fece Nixon riguardo gli accordi di Bretton Woods. Una semplice legge con cui gli stati uniti dicano: il dollaro da oggi non esiste più, oggi questa è la nostra moneta”. E chi ha i dollari cosa ne farà? Li userà per tappezzare casa...

 

P: Solange, forse solo tu o pochi altri potrebbero rispondere a questa domanda: com'è possibile che questa rosa rossa se si cerca in internet quasi niente, sui giornali niente, se si chiede in giro niente, eppure cantanti ed artisti di ogni risma lasciano petali di rosa dappertutto, e i fatti di cronaca nera a volte non lasciano scampo alla vostra interpretazione. Vista dagli occhi di chi ha visto rose rosse fin dall'infanzia, come è possibile mantenere una simile riserbo ed una simile omertà facendo tutto questo baccano, dalla droga alle armi, dalle stragi alle esecuzioni rituali e chissà cos'altro. Ma questa rosa rossa esiste o è una chimera?
SM: No, la rosa rossa esiste, e la risposta è abbastanza semplice, i poteri forti controllano l'informazione. Oggi un fatto è accaduto solo se se ne ha notizia, sennò no, e se non si da la notizia di un fatto allora non esiste.

 

P: Nel lunghissimo articolo sulla rosa rossa, Paolo, parli del libro di Bulwer , “Zanoni” , e lo consigli. Lo hai letto integralmente? Cosa c'entra con la rosa rossa, e cosa ti spinge a consigliarlo in un articolo che parla di organizzazioni “sotterranee”, essendo un romanzo?
PF: Perché la rosa rossa è un ramo dei rosacroce, e Zanoni è un romanzo rosacrociano, in cui il protagonista è un rosacroce. In quel romanzo c'è molto della filosofia rosacrociana, di quello che è sotteso a tutta questa organizzazione, dai poteri che questi hanno alla visione del mondo che loro hanno. Potrebbe essere anche una trasfigurazione della realtà in formato romanzo, ma in realtà c'è molta più realtà di quanto possa sembrare romanzo. Mi spiego, è un po' come “romanzo criminale” che è un romanzo ma fino ad un certo punto, ecco, Zanoni è un romanzo ma fino ad un certo punto.

P: Se non sbaglio, avete collocato la rosa rossa al vertice del vero potere in Italia, ma come si colloca nel mondo questa, se così si può dire, organizzazione? In altre parole cos'è la rosa rossa?
PF: La rosa rossa è l'organizzazione massonica che credo sia la più potente tra tutte quante. Dico credo perché stiamo parlando di organizzazioni segrete, di conseguenza è possibile che ce ne sia un'altra ancora più potente e segreta, oppure che ce ne sia una in opposizione, che però non sono riuscito ad individuare e di cui non ne ho neanche sentito parlare. Certamente è un'organizzazione segreta e potentissima. Per quanto riguarda la collocazione nel mondo, ritengo sia la più potente negli Stati Uniti ed in Europa. Sta prendendo piede anche in oriente e un po' dappertutto, però penso che in oriente esistano altre forze con cui la rosa rossa si sta alleando, però è un'opinione e quindi va presa per quello che è.

 

P: Nel blog date delle risposte molto esaurienti su assassinii, donne e bambini scomparsi, persone che “sono state suicidate”. Secondo voi, sotto queste nefandezze, cosa si nasconde? (ovviamente mi piacerebbe sapere il perché lo fanno)
SM: I perché sono diversi, a seconda della persona che “viene suicidata”, nel caso di Ustica molte persone sono state suicidate perché non si doveva sapere, e non si doveva arrivare alla condanna degli autori delle stragi. Per quanto riguarda invece il motivo degli assassinii apparentemente senza motivo primario, vengono eseguiti perché sono dei sacrifici a delle entità, non dimentichiamoci che le associazioni di cui stiamo parlando sono associazioni esoteriche, e come tali, praticano la magia. La magia prevede dei sacrifici agli dei, o comunque a delle entità a cui richiedere delle cose, una propiziazione, conseguentemente per propiziarsi queste cose devi uccidere determinate persone, o bambini che abbiano determinate caratteristiche, esattamente come nelle civiltà antiche. Non è cambiato assolutamente niente. Oltretutto, molti bambini vengono uccisi anche per degli esperimenti. Io ricordo l'esperimento di un bambino di cinque anni che è stato bendato, incaprettato, e poi piano piano impalato, per vedere se a cinque anni lo spirito di sopravvivenza aveva la meglio sul dolore, cioè se lui riusciva a controllare le contrazioni di dolore per evitare di uccidersi da solo soffocandosi, e vedere in quanto tempo sarebbe morto, in pratica un “esperimento scientifico”. Loro fanno gli esperimenti, intanto li riprendono e vendono le cassette (snuff movies), c'è gente che paga molti soldi per questo.

 

P: Negli articoli in cui parlate di esoterismo esaltate le coincidenze simboliche e numeriche di estrazione esoterica, come la somma delle date, iniziali dei nomi ecc. Ora facendo delle prove per esempio con delle date, uscirebbero (tranne in alcuni anni) molte date propizie per effettuare nefandezze. Quindi non potrebbe a volte trattarsi di semplice coincidenza? E poi quello dei simboli e delle “coincidenze” è un sistema geniale per essere senza apparire, ma è davvero l'unico metodo per decifrare delle realtà come quelle da voi descritte?
PF: No, non solo non è un metodo per decifrare la realtà, ma anche come indizio è abbastanza labile. Bisogna intendersi, è un po' come trovare un morto a Palermo, non vuol dire che lo ha ammazzato la mafia solo perché si trova lì. Trovarlo incaprettato e con la lingua tagliata, ancora una volta non significa che l'omicidio lo ha fatto la mafia. Però è un buon indizio sul fatto che sia un delitto di mafia. Poi bisognerà indagare su altre cose, sulla vittima cosa faceva, che lavoro faceva, in che contesto era inserito, e poi vedere se ci sono dei testimoni che indicano qualcosa ecc. La stessa cosa vale per i delitti massonici. Non è che la data rituale, che sono circa un terzo del calendario, indica necessariamente un delitto massonico, è solo un primo indizio, poi bisognerà vedere se ci sono altre simbologie sul luogo del delitto, e ancora una volta non è che avremo la certezza. Poi dovremo vedere una serie di elementi e tutti insieme concorrono per formare un quadro. Gli elementi più ricorrenti sono le simbologie che ci possono essere nel luogo del delitto, dal nome del luogo al nome della vittima, agli oggetti lasciati proprio sul luogo del delitto, alle modalità di esecuzione dell'assassinio. Tecnicamente sono delitti seriali di un'organizzazione e non di un serial killer, però si possono definire delitti seriali. Sono dei delitti che hanno una stessa matrice e quindi hanno poi delle regole comuni. L'omicidio seriale tecnicamente poi è un'altra cosa, è un omicidio in serie fatto da una persona sola. Si potrebbe semplificare con una proporzione dicendo che gli omicidi massonici stanno alla massoneria come gli omicidi mafiosi stanno alla mafia. Sono delitti accomunati da alcune caratteristiche, poi c'è l'omicidio mafioso con la bomba, quello fatto con la lupara bianca, quello eseguito tramite incidente stradale, quello tramite pistola, mitragliatrice ecc. quindi poi ci sono degli elementi comuni in questi delitti, e li abbiamo l'omicidio mafioso. La stessa cosa vale per l'omicidio massonico, c'è l'omicidio fatto per eliminare il testimone scomodo, quello rituale fatto solo per scopi esoterici, quello fatto per veicolare dei messaggi ad altre organizzazioni o ad altri poteri mondiali: dalla chiesa al governo e altri; quindi ogni delitto è un mondo a se.

 

P: Solange, nel tuo commovente articolo “il prezzo del potere” affermi che una tua amica sarebbe stata invogliata, leggendo il lungo articolo di Paolo, ad entrare nella rosa rossa, per avere una conoscenza superiore. Ma di cosa si tratta questa conoscenza, tocca ambiti storici, scientifici, tecnici, che definiscono la realtà? Data la tua straordinarietà, ti chiedo se sai se si potrebbe raggiungere questa conoscenza tramite uno studio approfondito su qualche tematica, o svolgendo qualche esperienza. Se si, cosa e come?
SM: La conoscenza superiore che raggiungi é sicuramente una scienza medica, magica (quello che noi stupidamente diciamo essere magia, in realtà erano conoscenze che si sono perse nella storia, gli egizi avevano delle conoscenze superiori alle nostre; ma in realtà queste conoscenze non sono andate perse, sono state prese da alcune persone e sono state tenute segrete, ovvero sono state semplicemente rese indisponibili alla popolazione) e alchemica. In tutti i campi dell'arte e del sapere, questo sapere non è mai stato perso, è sempre stato tenuto segreto, da questi gruppi di potere che lo usano a loro vantaggio per continuare ad essere l”elite”, per continuare a dominare il popolo, gli esseri c.d. profani che, in quanto esseri inferiori, come schiavi devono servire l’élitè. Poi per approfondire, i libri ce ne sono pochi.

 

P: Se la rosa rossa è la più potente, Paolo, sei in grado di tracciare una mappa del potere costituito a livello italiano o se te la senti internazionale, migliore di quella che si evince dalle parole di Calcara?
PF: Sarebbe difficile rispondere a questa domanda anche se avessi avuto qualche giorno di tempo per prepararmi, qui su due piedi è un po' difficile. Tieni presente comunque che il memoriale Calcara è fatto abbastanza bene per capire come funziona il potere. Bisogna capire che il potere non si ripartisce tra sinistra e destra né tra le varie nazioni, ma si ripartisce a livello di poteri economici e massonici. Bisogna più o meno individuare chi fa parte della stessa organizzazione massonica, ad esempio i leader dei più grandi partiti che ci sono oggi sono quasi tutti asserviti alla rosa rossa, tranne pochissimi, che in genere sono di estremissima destra o sinistra, per capirci, non intendo partiti come rifondazione, anzi.

 

P: In qualche articolo o commento Paolo, fai riferimento ai partiti come “la rosa ne pugno” e “rifondazione comunista”, dicendo che i loro nomi e simboli non sono casuali. Perché secondo te questi partiti invece che essere al vertice come la RR, sono addirittura stati esclusi dal parlamento dallo sbarramento elettorale?
PF: Sono stati esclusi, ma solo formalmente. Rifondazione comunista è stato a mio parere un'operazione chirurgica di disintegrazione della sinistra, nel senso che è intervenuta con mandato dalle organizzazioni massoniche per distruggere le sinistra per smembrarla e ridurla a quell'opposizione demenziale che hanno fatto negli ultimi anni, che era praticamente inesistente, ma era un'inesistenza voluta. Si creavano quindi dissidi e dissapori interni per non permettergli un'azione unitaria di contrasto reale. I valori della sinistra sono valori importanti rispetto a quelli della destra, e avrebbero fatto presa per come ha governato il governo Berlusconi se la sinistra avesse veramente portato avanti quegli ideali di uguaglianza, di rispetto dell'ultimo... in pratica gli ideali comunisti puri. Sicuramente avrebbero potuto fare un ottimo lavoro. La realtà invece è che hanno lavorato facendo perdere fiducia a tutti gli elettori di sinistra, diventando una delle cause della svolta a destra delle persone.

 

P: Nel blog hai denunciato più volte il fatto che a determinati livelli o addirittura ruoli, tutti sanno di tutto, come l'esempio che citavi di quel poliziotto che ti ha detto che era tanto che uscisti vivo dal tribunale dove si trovava il magistrato della rosa rossa che ti ha mandato la condanna a morte. Ma allora Paolo, la rosa rossa è segreta, o è come la mafia che si dice che non esisterebbe?
PF: Diciamo che la rosa rossa è come la mafia di qualche decennio fa che si diceva non esistesse, oggi noi ne parliamo, ma il 99% delle persone pensa che siano tutte invenzioni, quindi è ancora lungo il tempo che si crei consapevolezza in questi fenomeni.

 

P: Nell'articolo “il ritorno del principe” vi è un ,a dir poco formidabile, riassunto della realtà, formato da spezzoni di un libro. Vi sono tutti i collegamenti fra le cosiddette categorie a se stanti come la mafia, la massoneria, lo stato, l'informazione, e devo dire che ricorda molto il libro di fantascienza “1984” di Orwell. In un altro articolo, Paolo, dici che un tuo amico, ti disse che ora non c'è più bisogno di uccidere chi scrive su un giornale o indaga sulla mafia e la politica come si faceva prima, perché esistono altri metodi. Alla luce di quanto detto, riesci a dirmi, secondo la tua esperienza comune e le tue conoscenze, come il potere opera in questo settore? In pratica, siete in grado di mettere a nudo gli ingranaggi del sistema sulla “metodologia alternativa”, considerando anche l'attualità? E De Magistris, e La Forleo, dove si trovano, e come sono stati “trattati”?
PF: Prima non è che ammazzavano ed adesso no, ammazzano ora come ammazzavano allora. Diciamo che adesso si tende ad ammazzare un po' meno giornalisti e magistrati, ma comunque si ammazzano lo stesso, ed in modo meno cruento non più con le brigate rosse perché non esistono più ufficialmente, né con la mafia, perché la mafia sta abbastanza tranquilla in Sicilia e nelle altre zone dove è potente, per lo meno con i magistrati Ora i magistrati si ammazzano o delegittimandoli, o comunque proprio fisicamente, con incidenti o avvelenamenti, la stessa giudice Forleo ebbe un incidente d'auto e avrebbe potuto lasciarci la pelle se non fosse stata fortunata, questo succede anche a persone come giornalisti ed avvocati ecc. hanno un incidente stradale o muoiono di tumore, ma non vengono uccisi in modo plateale. L'altro sistema è anche lo screditamento, gli si fa una campagna stampa per delegittimarli, poi si bruciano dal punto di vista lavorativo, nel senso che la persona non troverà lavoro da nessuna parte, perché ovunque andrà prima o poi verrà come minimo licenziata se poi riesce a trovarlo il lavoro. Per ottenere questo la società deve essere sempre asservita al potere, ed è sempre stata così, facendo un paragone tra presente e passato posso dire che da decenni i casi giudiziari e le storie personali di 30- 40 anni fa sono sempre gli stessi. L'unica cosa è che adesso c'è più informazione e quindi si può fare collegamenti più rapidi, come sono anche le vicende, infatti quando succede qualcosa magari uno pubblica sul blog e dopo c'è il passaparola e molte persone se si informano riescono ad essere più consapevoli, ma credo che solo questa è la differenza col passato.

 

P: Parlando del blog, a giugno di quest'anno avete interrotto la compilazione del vostro spazio per delle minacce subite. A come dice la Forleo, il pericolo viene da dentro le istituzioni, vi chiedo: come ci si sente ad essere abbandonati da coloro che sono pagati per proteggervi e perseguitati da coloro che dovrebbero essere tenuti a freno?Quali soluzioni suggerite per evitare da un lato la paranoia e dall'altro una vera intimidazione?
SM: Mah, come ci si sente, ci si sente un po' disillusi, perché comunque quando parti speri sempre nelle istituzioni. Quando vedi che invece il pericolo maggiore arriva dalle istituzioni deviate, sicuramente è un momento di smarrimento e di disillusione, però poi diciamo che non puoi neanche dire non me l'aspettavo o non lo sapevo, perché quando ti occupi di queste cose, dopo tante cose che vieni a sapere, tanti atti processuali, lo sai. Come evitare di cadere nella paranoia, io ti posso dire quello che facciamo io e Paolo, registriamo dei fatti che avvengono, o sentiamo delle minacce che ci vengono continuamente fatte pervenire, e le prendiamo così, non cambiamo per questo il nostro modo di vivere, e non inseguiamo mai quelle che potrebbero essere delle perdite di tempo. Per esempio, se nel nostro pc c'è un programma spia, è inutile che ci precipitiamo dal tecnico, perché dopo due giorni c'è di nuovo, quindi io e Paolo lo lasciamo. Siamo intercettati illecitamente? Io e Paolo parliamo in maniera assolutamente normale e completa per telefono, perché se qualcuno ci ascolta, per quanto noi possiamo fare perdendo del tempo, e del denaro: telefonino, carta speciale ecc...loro hanno più mezzi e tempo di noi; inoltre non abbiamo niente da nascondere, che venga registrato tutto. Ci mettono delle cimici? Che le mettano. Loro sono molto più potenti, hanno molto più denaro, e hanno molti più uomini e tempo per controllarci rispetto alle energie che noi possiamo spendere per neutralizzarli o per evitare di essere controllati. E allora noi ci lasciamo controllare, siamo qua, ci comportiamo in maniera assolutamente normale.

 

P: Stefania nell'articolo dove annunciavate la sospensione del blog per minacce, si legge che dopo il tuo articolo su Pasolini, sei stata minacciata. Cosa è successo ma soprattutto ora cosa hai intenzione di fare?
SN: Non si è trattato di vere e proprie minacce tangibili. Si è trattato di attacchi molto più sottili, sul piano psicologico e mentale. Attacchi esoterici. La massoneria e i poteri occulti utilizzano molti metodi per intimidire o indebolire le persone. Uno di questi è appunto quello degli attacchi a distanza. Nei giorni seguenti al mio articolo sull'omicidio di Pasolini, sia io che Paolo e Solange subimmo uno di questi attacchi. Razionalmente non sono semplici da spiegare... Stavamo male tutti e tre contemporaneamente. E non si è trattato di suggestione, dal momento che non sapevamo l'uno degli altri. Inoltre in passato c'erano già stati degli episodi simili che avevano coinvolto Paolo e Solange. Cosa intendo fare? Andare avanti. Sono ben consapevole che questi attacchi ci saranno anche in futuro, e che anzi questo è solo l'inizio, che in futuro saranno maggiori e anche più potenti, e che si faranno sentire anche minacce vere e proprie, di vario tipo. Ma andrò avanti e affronterò questi attacchi di volta in volta. Per quanto riguarda questo tipo di attacchi, credo che una delle cose più importanti sia studiare l'esoterismo per capire "cosa" sono davvero questi poteri e che forza hanno. Penso che solo così, conoscendo ciò che si ha di fronte, ci si possa difendere. E poi soprattutto avere una forte spiritualità. Questo credo sia fondamentale non solo per fronteggiare gli attacchi, ma più in generale per affrontare una "battaglia" come questa. E per rimanere lucidi e non impazzire o cedere allo sconforto. Io personalmente sono animata non solo dal dovere di informare e di aiutare le persone, ma anche dal lato spirituale. Se non lo avessi, non credo che affronterei la situazione in questo modo.

 

P: Controllando il tuo ultimo articolo sulle BR ed una serie di commenti che si sono intavolati in seguito alla pubblicazione, Solange, tu fai una supposizione molto interessante e che fra un indignazione e una sorpresa, a tutti è sfuggita, cioè dici in poche parole che Cossiga con quella sua famosa dichiarazione, ha voluto smascherare un piano prestabilito basato sulla paura, cioè ha tolto la possibilità al governo di utilizzare una strategia sanguinaria smascherando i meccanismi psicologici alle masse, un po' come uno che quando ha pulsioni omicide, se gli si fa venire in coscienza la sua pulsione, allora la persona diviene innocua. Ma perché ha voluto immobilizzare il governo? E' forse lui una rotella di un piano ancora più diabolico dell'attuazione del piano di rinascita democratica di Licio Gelli, oppure è uno degli ultimi benefattori rimasti?
SM: No, il perché l'abbia fatto lo capiremo poi dopo, vedendo come si muove la situazione, quello che personalmente non mi sento di dire è che Cossiga possa essere visto come un benefattore. Poi il piano di rinascita è solo una piccola parte che riguarda l'Italia, ora noi stiamo assistendo alla realizzazione del piano mondiale, quindi quello oramai è datato, è già stato attuato, fatto, è già finito, ormai questo è palese, più persone han detto che il piano di rinascita democratica è attuato completamente, oramai c'è quello successivo, quello mondiale. Ma il fatto importante è che la gente è stata disabituata a leggere o spinta a leggere spazzatura. Hanno fatto di tutto oggi, per disabituare la gente a pensare, perché se la gente pensasse le cose sono sotto gli occhi di tutti. Oramai siamo diventati dei contenitori, dei ricevitori di qualsiasi cosa, non elaboriamo più nulla.


P: In fondo della loggia coperta propaganda 2, si sa tanto, tant'è che il nome P2 è divenuto simbolo di sfottò in grembiulino. Ma della P2 che mi dici, quello che è trapelato è tutto vero, e poi come è possibile che si sia fatta questa enorme pubblicità su questa loggia che fino a poco prima di essere stata scoperta era segretissima? Non è che era solo una copertura di qualcosa di più grosso, ovvero è stata scagliata come ostacolo contro coloro che come dici te “subiscono tutti i segreti” da parte di chi non ha segreti?
SM: La P2 era una loggia sicuramente segreta, che sicuramente ha fatto diverse cose, ma, probabilmente, era una loggia sacrificabile, cioè la famosa “testa di legno”. Probabilmente vi sono state, e vi sono, logge molto più potenti e pericolose. I massoni noti sono persone su cui, quando qualche scandalo scoppia, catalizzare tutto il male, i c.d. “burattinai”, ovvero coloro che hanno veramente il potere e muovono i fili, sono assolutamente “coperti”.

 

P: Il tuo iter giudiziario sulla denuncia dei nastri e sulle seguenti minacce ha qualcosa di incredibile, e testimonia l'avversa efficienza del nostro sistema giudiziario. Solange, tu che hai visto cose che noi umani... secondo te, ne vale la pena collaborare con una giustizia che alla fine darà una sentenza con nomi e cognomi, ma che è detenuta da quelli che fanno i “giochetti” e che poi non riporterà in vita le persone innocenti morte? Ovvero ti chiedo, dopotutto credi ancora nella giustizia di stato?
SM: Io credo nella giustizia, credo, però, che oggi sia difficile ottenerla in Italia per la corruzione che c'è in tutti i campi. Però noi dobbiamo fare il nostro dovere, e dobbiamo attivare tutti i diritti che il nostro stato ci da, mi spiego: io non posso lamentarmi che la giustizia non funziona, se io non do la possibilità alla giustizia di funzionare, non mi posso lamentare che non c'è giustizia se io non per prima non attivo il meccanismo della giustizia con la denuncia. Io devo fare il mio dovere affinché la giustizia funzioni, ed il fatto che non funzioni, non mi deve esimere da fare il mio dovere o dal pretendere i miei diritti. Continuerò a farlo, continuerò a presentare le mie denunce, continuerò a denunciare tutte le volte che dalla parte della magistratura o da altri, verranno violati i miei diritti, perché se non lo faccio, partecipo al loro gioco. La grande forza di questi poteri è portare la popolazione ad un tale grado di frustrazione per cui il cittadino non prova neanche più a tutelare i suoi diritti, dicendo tanto non serve a niente. Se riescono nell’intento hanno vinto. Tutte le volte che tu attivi i mezzi di tutela a tua disposizione, loro devono attivare dei meccanismi per impedire tale tutela. Se tu rinunci a priori loro sono tranquilli, non hanno nemmeno più bisogno di spendere energie per bloccarti, ed allora si che arrivi a fare il loro gioco.

 

P: Senti Solange, cosa pensavi prima di aver fatto quelle registrazioni e dopo, cioè adesso, cosa è cambiato in te avendo sentito le cose dette da Manlio Grillo?
SM: Le cose dette da Grillo mi hanno aiutato molto a capire, e quando verranno pubblicate aiuteranno anche molte persone che avranno il desiderio di capire. Quando io ho dato le registrazioni alla famiglia ed alla magistratura, l'ho fatto soprattutto perché desideravo che la famiglia, sapesse la verità, e che potesse dimostrare, che non si erano dati fuoco da soli, perché nella follia di quel tempo, si disse a lungo, e alcuni ne sono ora convinti, che la famiglia Mattei si era data fuoco da sola. Addirittura fu scritto un libro, una vergogna di libro “incendio a porte chiuse”. In me, in fin dei conti, non è cambiato niente, ho fatto quello che ritenevo giusto fare e quello che vorrei che la gente facesse anche con me, cioè se io fossi vittima di un reato grave, vorrei che, chi conosce la verità, parlasse. Quindi in questo non è cambiato nulla. La magistratura ha avuto dei comportamenti, per quanto ad oggi è dato di vedere, anomali, sicuramente personalmente deludenti, aspettiamo di vedere che cosa succederà, ma quello che è importante è che, qualsiasi cosa succeda, quello che Grillo ha detto, quando non creerà più pregiudizio alle indagini, sarà noto a tutti.

 

P: Nell'articolo in cui con capziosa ironia, Paolo, affermi che la massoneria deviata è solo una scusa per comprarsi una moto, scrivi che quando hai aperto il blog è successo un inferno. Spiega meglio cosa è successo e come lo reputi.
PF: Guarda quello che è successo ce lo ha spiegato bene Gabriella Carlizzi all'indomani sul mio articolo sul mostro di Firenze, mi previde che avrebbero cercato o di ammazzarmi o di arrestarmi e che sarei stato ascoltato da alcune procure in Italia. E' successo che in effetti ho parlato con dei procuratori, è successo che hanno cercato di ammazzarmi, fortunatamente ancora non hanno cercato di arrestarmi, e in più sono arrivate minacce e complicazioni di vario tipo, ma anche allo stesso tempo gente che ha cercato di aiutarci. E tutto questo perché? Perché prima noi avevamo fatto denunce lavorato su vari fronti ma non avevamo mai sostanzialmente dato fastidio a nessuno, Perché? Perché le denunce fatte erano comunque fatte ad organi della magistratura, o di polizia giudiziaria, che erano assolutamente in mano a queste organizzazioni, di conseguenza non temevano nulla. Poi in modo specifico, come la procura specifica o l'ufficio di polizia specifico non te lo posso dire quali erano se questo deve essere poi pubblicato, anche se non credo che avverrebbero conseguenze perché dietro a queste vicende c'è sempre il silenzio e non una reazione, ma è meglio evitare di specificare.

 

P: Solange, sempre nel mitico articolo dove Paolo diceva che la massoneria è solo una scusa per comprarsi una Harley Davidson, dice che chi ti ascolta per cinque minuti, afferma che sei pazza. Da quello che scrivi e da quello che ascolto non sembra, ma ora come giudichi la cosa?

SM: Sai, questo è abbastanza normale, molte persone non vogliono vedere, non vogliono sapere cosa capita oggi realmente nel mondo, per loro è più facile dire, davanti ad una verità difficile da accettare: questo non è vero o questa persona è pazza, mente o è mitomane. Le persone che sono venute a contatto con delle realtà che hanno permesso loro di apprendere come realmente funziona la società, sanno perfettamente se quanto diciamo è vero o falso. Comunque una grande parte della popolazione potrebbe avere cognizione di questo, solo ed unicamente se venissero resi pubblici gli atti giudiziari. Io, per i miei articoli, attingo prevalentemente ad atti di processi.

 

P: Si dice che l'Italia è un paese particolare, Grillo ne denuncia i segni visibili ogni giorno, ma considerando la massoneria come entità internazionale e egemonica, che differenza c'è nel trattamento che i massoni internazionali adoperano per schiacciare il popolo, rispetto ai fratelli d'Italia?
SM: Noi siamo sempre più tutto, nel senso che siamo una nazione che storicamente ha una cultura che si presta più di altre culture e altre nazioni ad accettare la corruzione. Per esempio negli USA un politico vicino ad Obama è stato coinvolto in un'indagine e, solo per questo, si è dimesso, ha rinunciato all'incarico solo perché indagato. Noi in Parlamento abbiamo condannati in via definitiva per reati gravi.

 

P: Dove parli del fascismo fai delle affermazioni, dicendo che la democrazia del lavoro, e il detto “portare ordine al caos” attribuendole a delle convinzioni fondamentali massoniche. Puoi spiegare meglio?
SN: Nella massoneria storica sono sempre stati presenti i concetti di democrazia ed egualitarismo. Nei primi decenni del ventesimo secolo cominciò a farsi sentire il movimento sindacale, che difendeva le istanze e i diritti dei lavoratori. La massoneria ebbe un ruolo importante all'interno del sindacalismo italiano, contribuendo alla nascita delle prime organizzazioni del movimento operaio, ovvero del sindacalismo laico delle origini. La Uil, per esempio, venne fondata da alcuni massoni tra cui Alceste De Ambris, che nel 1919 si occupò della parte sociale del programma del fascismo delle origini, quello sansepolcrista di Milano. Molti sindacalisti massoni infatti, come molti socialisti e marxisti, confluirono nel nuovo movimento fondato da Mussolini. Molte idee che furono alla base del sindacalismo fascista, vennero mutuate dalla massoneria. E' il caso della cosiddetta Democrazia del lavoro. Nel suo discorso di insediamento alla carica di Gran Maestro del Grande Oriente, Domizio Torrigiani invocò "l'avvento di una nuova Democrazia del lavoro", auspicando una reale ed effettiva operosità come condizione indispensabile per l'acquisizione dei diritti e per la conquista dello Stato da parte dei lavoratori, ma sotto la guida della borghesia, evitando la lotta di classe. "Noi dobbiamo promuovere ed imporre in Italia il concetto di una Democrazia del lavoro - disse Torrigiani - e integrare il riconoscimento dei diritti del lavoro con la devozione alla patria". Un concetto, questo, che si ritroverà identico nell'ideologia fascista.
La frase "ordo ab chao", "ordine dal caos", è un noto motto massonico. Indica appunto che l'ordine nasce dal caos e che provocare il disordine è indispensabile per instaurare l'ordine. Può stare a significare sia il percorso iniziatico dell'adepto, che dovrebbe partire dalla confusione iniziale per raggiungere l'ordine interiore, sia soprattutto la visione del mondo della massoneria e il suo obiettivo, il progetto che porta avanti, ovvero la costituzione di un unico governo mondiale. Per fare questo però, per raggiungere l'ordine, c'è bisogno che prima il disordine raggiunga il suo apice. Occorre quindi diffondere il disordine in ogni angolo del mondo, per poi procedere alla riorganizzazione, all'ordine appunto. Il tutto è molto ben riassunto dal motto.

 

P: Nel blog c'è un lungo articolo che tratta il “trattato di Lisbona”, dove vengono descritti i pericoli di una disgregazione dei poteri statali a vantaggio dell'Europa. Paolo, da giurista e esperto di poteri occulti, sai dirmi cos'è l'Europa?
PF: Giuridicamente l'Europa potrebbe essere anche una cosa vantaggiosa, nel senso che si va verso un'unione dei vari stati e teoricamente si dovrebbero evitare le guerre i disastri e le incomprensioni che ci sono stati nei secoli passati. Quindi da questi aspetti l'Europa sarebbe un'ottima cosa, così come l'ONU. Dal punto di vista pratico l'ONU e l'unione europea, purtroppo sono utilizzate in funzione di creazione del disegno massonico che parte perlomeno dal 1600, (che se ne abbia notizia), di unione del mondo intero sotto il dominio massonico; questo per carità ha anche delle cose positive, però il prezzo da pagare è molto alto perché è pagato con le guerre fatte nelle popolazioni del terzo mondo, con gli esperimenti chimici e nucleari fatti sulla popolazione inconsapevole, e con una serie di prezzi che secondo me sono molto alti. Infine si può dire che il punto di vista occulto controlla quello giuridico. Quindi dal punto di vista teorico l'ONU come l'Europa sono due ottime cose ma dal punto di vista pratico il prezzo da pagare è che chiunque si oppone a questo progetto viene eliminato fisicamente o con altri sistemi. Infatti sia che siano nazioni che singole persone, questi sono state progressivamente eliminati ogni volta che si opponevano al processo europeista. Basta guardare la fine che ha fatto Haider.

 

P: Calcara afferma che a governare l'Italia ci sono cinque entità che perseguono scopi comuni con metodologie diverse. Una regola che si pone tra la pax romana e la NATO vale per i rapporti tra queste. Ma Paolo non è possibile che dietro queste “cinque sorelle” ci sia un'unica regia, invece che essere un'oligarchia commista e cooperativa?
PF: E' possibile, non so se questo sia vero o no, lo dicono in molti ed è possibile, ma per avere le prove di questo si dovrebbe lavorare in questo senso, ma io ho solo delle mie idee, e le idee possono essere sbagliate. Io nel mio blog e nella ricerca personale mi disinteresso abbastanza se ci governa il mondo una sola persona o dieci o venti... non è questo il punto. Il punto è che ci sono troppe cose che non vanno, dai testimoni delle stragi che muoiono tutti e le stragi rimangono tutte impunite, la ricerca scientifica che viene celata ed occultata. Ecco queste cose qui non vanno, poi chi le fa alla fine ci interessa relativamente, dovremo risolvere il problema più che andare alla ricerca del colpevole. Creare un quadro è importante, ma non ci si riesce facilmente a quello di base, figuriamoci a quello di vertice.

 

P: Solange dice che dall'antichità ad oggi nulla è cambiato in materia di rituali umani, Ma come è possibile che avendo l'esoterismo in comune, cioè pratiche non pubblicizzate, si sono formate tante sette e entità che pur essendo diverse perseguono uno scopo unitario e sembra che abbiano una grande intesa ed un grande affiatamento da far invidia?
PF: Questo è sbagliato, queste entità non hanno un affiatamento da far invidia, l'unico affiatamento ce l'hanno quando si tratta di divulgare determinate notizie cioè di non far conoscere la verità, su quello sono tutte d'accordo, ma per il resto no. Litigano fra di loro, si ammazzano fra di loro... Ci sono lotte di potere interne o fra organizzazioni che fanno paura da questo punto di vista.

 

P: Rino Gaetano parlava di profumo di ministri, e anche in una sua canzone parlava delle sue rose d'amore, a cui bisognerebbe dare il loro profumo alla gente. Cos'è il profumo di cui stiamo parlando Paolo?
PF: Il profumo della rosa chiaramente, lui penso che in quell'intervista alludesse proprio alla rosa rossa, disse: “io conosco il profumo dei ministri”; in questo senso.

 

P: Nel blog di Paolo Franceschetti hai partecipato fin'ora con quattro articoli tuoi, di cui tre che riguardano personaggi e sono Pasolini, Haider, e Rino Gaetano. Stefania da cosa ti sei basata per collegare la massoneria a questi tre personaggi così profondamente diversi?
SN: In ognuno di questi omicidi sono presenti degli elementi in comune. Per esempio, nel caso di Pasolini non è mai stato trovato il vero colpevole, o meglio non sono mai stati trovati i veri mandanti dell'omicidio. Mentre invece le morti di Haider e Rino Gaetano sono state subito archiviate come incidenti stradali. In realtà, come si può notare dalla modalità e da come sono state condotte le indagini, vi è una precisa volontà di archiviare i fatti prima possibile. Un altro elemento che si può notare è la presenza di notizie tra loro contraddittorie. Nell'omicidio di Pasolini, ad esempio, abbiamo Pino Pelosi che confessa subito. Trent'anni dopo ritratta, dichiarando che non è lui l'autore del delitto e che ha dovuto accollarsi la colpa perché minacciato. Nell'incidente di Haider, invece, abbiamo un'escalation di notizie diffamanti. Appena si diffonde il sentore che possa essere stato ucciso, ecco che subito compare la notizia che Haider era ubriaco alla guida, in evidente contraddizione con le prime notizie, uscite poche ore dopo l'incidente, che parlavano invece di una festa in cui lui non aveva bevuto. Occorre tener presente che molto spesso, in questi casi, le notizie più vere e attendibili sono quelle fresche, immediatamente successive al fatto, perché non sono "contaminate".
Per quanto riguarda invece i personaggi e la loro vita, anche in questo caso si trovano degli elementi in comune. Tutti e tre, in modi diversi, andavano contro il sistema. Essendo arrivati al vertice del mondo dello spettacolo, della letteratura, del giornalismo, della politica, conoscevano bene il sistema. Decisero di non farne parte e di denunciarne il funzionamento, la struttura, i segreti, le malefatte, i delitti. E, in questo modo, lo sfidarono apertamente.

 

P: Visto che hai parlato di Pasolini, credi davvero che lui sapesse i nomi dei responsabili delle stragi italiane, ovvero era sincero oppure voleva solo impressionare perché sapeva qualcosa?
SN: Quando anni fa lessi l'articolo "Io so", pensai che il suo fosse solo un espediente letterario. Un bell'articolo di critica al sistema, come tanti suoi articoli, ma in forma quasi romanzata, per colpire l'attenzione o per provocare. Ora invece mi rendo conto che Pasolini sapeva veramente. Era a conoscenza di fatti ben precisi e sapeva i nomi dei responsabili delle stragi italiane. A mio parere, l'unico espediente letterario che ha usato è stato dire che non aveva le prove e nemmeno indizi. Di indizi ne aveva eccome, e forse anche di prove.

 

P: In alcuni articoli hai parlato di tuo padre, e specialmente ne “il prezzo del potere”, spieghi bene cosa significa essere figlia di un affiliato della rosa rossa. Solange, se non vuoi non rispondere: oggi cosa rappresenta per te questa entità, e come ricordi tuo padre, che ricordo hai di lui dopo tutto quello che è successo? Hai qualche rimpianto o qualche ricordo felice?
SM: Il ricordo di mio padre è un ricordo complesso.  Quello che ricordo di più di mio padre era la paura che aveva sempre negli occhi, e la sensazione che io ne ho ricevuto era di un uomo che per ambizione, è entrato in un'organizzazione, scegliendo la via più facile, senza capire esattamente in cosa entrasse. Secondo me non si rendeva conto a quello a cui andava in contro, poi una volta dentro non è più potuto uscirne. La sensazione più forte che ho di mio padre e quella di un uomo spaventato. L’organizzazione, che ho avuto modo di conoscere a causa dell’affiliazione di diversi componenti della mia famiglia, è pericolosa, un lupo che si traveste da agnello. Ritengo, quindi, mio dovere cercare di far capire alle persone cosa sia realmente questa organizzazione e cosa comporti entrare a farne parte.

 

P: Luigi Corvaglia nella lettera aperta a te inviata dice che utilizzate delle tecniche che rendono infalsificabile ogni vostra affermazione, desumendo una paranoia di chi scrive il blog. Paolo sei paranoico oppure sei vittima di coincidenze, oppure ancora la realtà è così com'è anche se fa terrore e non lo si vuole ammettere?
PF: Come faccio a rispondere a questa domanda io? se fossi paranoico, cioè il paranoico non pensa di essere paranoico in genere, magari sono paranoico ma non lo so. Alcuni dicono si è vero mi sa che sono un po' paranoico, però quello più grave non se ne accorge, quindi o sono un paranoico grave oppure …

 

P: Chi vive in baracca, chi suda il salario, chi ruba pensioni, chi legge la mano, chi muore al lavoro, chi gli manca la casa, chi odia i terroni, chi ruba, chi lotta e chi ha fatto la spia. Ma secondo voi, oggi il cielo è sempre più blu?
SM: Per me si. Io continuo a sperarci, ma la realtà è brutta, ed il cielo parrebbe sempre meno blu, anche perché i giochi sono per la maggior parte fatti; però questo non deve esimere la persona dal fare quello che è il proprio dovere.

 

PF: Penso che sia sempre uguale; forse un po' più oscurato da scie chimiche, ma insomma più o meno uguale a prima. Non è cambiato niente, cambiano un po' i mezzi... Oggi ci sono strumenti di distruzione di massa più potenti e anche il grado di coesione di queste organizzazioni, il modo in cui possono intervenire e la velocità, rispetto ad un tempo è più che centuplicata. Del resto anche la capacità di reazione delle persone è moltiplicata, però da che mondo e mondo chi è stato al potere ha sempre vessato chi stava sotto e cercato di fare accordi più o meno leciti per mantenere questo potere.

 

P: Domanda personale:Come vi siete conosciuti lo avete descritto minimo in un articolo, ma ora cos'è che vi unisce, oltre al lavoro e alla vostra esperienza comune, in un'esperienza che può condurre alla morte, e nella lotta solidale contro qualcosa che per ogni individuo isolato, è al di sopra di ogni sua possibilità, e che quindi porterebbe allo sfinimento chiunque?
SM: Noi ci siamo trovati per vie diverse a conoscere queste realtà, non le abbiamo cercate, io per esempio non ho scelto di nascere in quella famiglia. Una volta però che vieni a conoscenza di queste cose hai il dovere di informare le persone. Non puoi dire mamma mia quanto è brutto, mi giro da quell'altra parte, speriamo che a me non capiti nulla. Fa parte di quei doveri, che sono insiti nell'essere nati in una società. Io ritengo che il vivere in una società, implichi diritti, ma anche doveri. Ritengo sia mio dovere dire quello che so, per avvertire, per dare la possibilità alle persone di scegliere, informandoli di come stiano in realtà le cose. Si vive in una società con diritti e doveri, io ritengo mio dovere informare, come ho ritenuto mio dovere dare le registrazioni di Grillo alla famiglia Mattei, invece che pubblicare un libro e rischiare di pregiudicare le indagini. Se poi la magistratura non svolgerà correttamente il suo lavoro, io ho fatto il mio di dovere. Io non posso di evitare di fare il mio dovere dicendo: tanto non serve a niente! Io devo fare il mio, e fare il mio può comportare, come nel caso della registrazione di Grillo, non pubblicare il libro. Oggi la gente non fa il proprio dovere, se ogni cittadino facesse il proprio dovere, questi poteri forti avrebbero molto meno potere. Semplicemente il proprio dovere, non atti di eroismo.

 

P: Molti si saranno chiesti come mai il vostro blog non sia stato ancora oscurato visto quello che dite, come del resto è capitato ad altri per molto meno, ed alcuni si domandano come mai siete ancora vivi. Che cosa ne pensate di questa realtà?
PF: Questa è una domanda che sorge spontanea a chiunque e ce la facciamo anche noi, è possibile, ma è solo una possibilità, che non ci chiudano il blog perché per tutti quelli che ci leggono e non sono pochi ( siamo su un numero superiore ai diecimila lettori), tutti quelli che ci seguono direbbero, “beh allora forse avevano ragione, se glielo hanno chiuso il blog!" forse è più facile farci passare per un blog di gente delirante, e quindi ci ignorano. Poi è inutile farsi troppe domande tanto poi la realtà quella vera non la potrà conoscere nessuno, ma non la conoscono neanche loro fino in fondo, perché nessuno ha un quadro a 360 gradi della realtà. Io faccio quello che ritengo giusto giorno per giorno e non è che mi preoccupo troppo di quello che succede.

 

P: Infine si lascia spazio agli intervistati, ma io vi pongo delle domande che sono solo da “guida” e che potete anche rifiutare di rispondere:

·        Volete fare un appello, una dichiarazione, dare un messaggio, dire qualcosa a voi importante?

·        Volete consigliare qualche libro, film, sito, canzone, religione, spettacolo ... ?

·        Avete qualche consiglio su come far conoscere le vostre idee e diffonderle?

·        Volete riportare qualche citazione famosa che riassume un vostro pensiero?

SN: Mi viene in mente una frase che mi disse una persona a me molto cara. "Un cittadino informato è un cittadino consapevole. Un cittadino consapevole è un cittadino libero".
E poi dei versi che mi accompagnano ogni giorno. Si tratta di due canzoni a cui sono molto legata.
Una è di Rino Gaetano: "Mi dicono alla radio statti calmo e statti buono, non esser scalmanato stai tranquillo e fatti uomo. Ma io con la mia guerra voglio andare ancora avanti, e costi quel che costi la vincerò, non ci son santi".
E l'altra è di Fabrizio De André: "Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione, e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità".

 

PF: Voglio dire una cosa che ritengo molto importante, al di là di tutto quello che abbiamo scritto e detto, quello che voglio dire è questo, questi poteri si chiamano occulti solo per chi non li sa vedere, nel senso che non sono occulti, ma chiunque li può vedere se studia e conosce la massoneria. Perché noi viviamo in una cultura massonica fatta dalla massoneria, creata dalla massoneria. Il problema che la maggiorparte della gente non sa cos'è, perché la massoneria, quella vera, è una cosa di élite di persone che hanno la guida dei vari paesi. Studiandola bene si riesce a comprendere la realtà in cui viviamo, faccio sempre l'esempio della mafia: se uno non sa cos'è la mafia e va a Palermo, non la vede la mafia. Se un investigatore si trova davanti un morto, e lo tratta come un omicidio normale non arriverà mai a capo di nulla se non conosce cos'è la mafia. Però ripeto un visitatore estraneo, un visitatore che viene dalla Germania, senza aver mai sentito parlare di mafia, o chiunque non abbia mai sentito parlare di questo fenomeno, non la vede, non la percepisce, solo chi la conosce la percepisce, la riconosce, e ne sa interpretare le frasi i comportamenti e sa come muovercisi. Ecco noi siamo come lo straniero a Palermo, solo che ne siamo immersi in questa realtà, allora lo studiare la massoneria, ci permette di capire il mondo che ci circonda, come funzionano le cose, perché i politici dicono determinate cose o non ne dicono altre e così via. E' la chiave di lettura della realtà, non una cosa per esoteristi. Chiunque può arrivare alle conclusioni che abbiamo tirato noi su tante cose, semplicemente studiando e informandosi.

 

SM: Quello che vorrei dire alle persone, è quello di recuperare la capacità di pensare, recuperare la capacità di domandarsi il perché delle cose, e recuperare la capacità di elaborare le notizie. Fare ciò significa non diventare dei contenitori da riempire con notizie preconfezionate. Cerchiamo di analizzare le cose da più punti di vista, noi non siamo dei contenitori da riempire con qualsiasi spazzatura ci venga propinata quotidianamente, siamo degli esseri pensanti, e dobbiamo vivere interagendo, in maniera attiva con la nostra quotidianità. Allora attiviamo la nostra capacità di pensare, anche analizzando semplici fatti, attiviamoci e non viviamo passivamente, viviamo attivamente. Perché la vita di un uomo, diceva Carlo Palermo, vale un qualche perché.