sabato 20 dicembre 2008

La società dei mercenari

Come è vero che gli antichi possedevano saggezza infinita, e chi un tempo li seguiva cercava solo di imitarli, come oggi si imitano i saggi, anche se questi, agli occhi degli antichi sarebbero apparsi poco meno che esseri mediocri. Confucio, un uomo vissuto 2500 anni fa, era un amministratore alla ricerca della verità degli antichi, e della saggezza, che come dice lui stesso in parecchi discorsi, non aveva ancora raggiunto. Le massime sono racchiuse in molti libri e breviari, e sono, se adattate, tutte al passo coi nostri tempi. Perché? Perché Confucio comprese l’uomo, come l’ingegnere comprende il processo, l’uomo grande comprende l’uomo, mentre l’uomo mediocre si appiglia malamente ad imitare senza successo l’uomo grande, mentre con strenua volontà costruisce la sua prigione. La sua voglia di potere che lo rende pazzo e la sicurezza prima dell’amore, questo gli limita la sensibilità, quella sensibilità che fa capire le cose buone ed essenziali senza apprenderle poi solo superficialmente dai libri. Ed infine per completare l’opera crea le sue sovrastrutture morali, come se si volesse pulire la coscienza avendo capito i suoi errori, ma non avendoli sentiti, provati, persevera. E così fioriscono delazioni e pettegolezzi, omicidi e gogne, inquisizioni e calunnie, grandi segreti e grandi schiavitù, guerre di massa e fucilazioni di massa. Ma sopra di tutto rimane l’insegnamento inascoltato dei grandi, che hanno sempre compreso l’essenza del problema, allora cito Confucio:

"Questi vili mercenari! Come si può collaborare con loro al servizio di un sovrano? Quando non hanno il posto, non hanno pace finché non ne ottengono uno e, quando l’hanno ottenuto, vivono nella paura di perderlo. Di che cosa allora non sono capaci per conservarlo?"


martedì 2 dicembre 2008

Il ragazzo della via Gluck



Questa e' la storia
di uno di noi
anche lui nato per caso in via Gluck
in una casa fuori città
gente tranquilla che lavorava.
Là dove c'era l'erba ora c'e
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà
questo ragazzo della via Gluck
si divertiva a giocare con me
ma un giorno disse: "vado in città"
e lo diceva mentre piangeva
io gli domando: "amico non sei contento?
vai finalmente a stare in città
là troverai le cose che non hai avuto qui.
Potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile".
"Mio caro amico" disse "qui sono nato
e in questa strada ora lascio il mio cuore
ma come fai a non capire
che e' una fortuna per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati
mentre là in centro io respiro il cemento
ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l'amico treno che
fischia così.... ua ua".
passano gli anni ma otto son lunghi
però quel ragazzo ne ha fatta di strada
ma non si scorda la sua prima casa
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva
solo case su case catrame e cemento
ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà
non so no so perché continuano
a costruire le case
e non lasciano l'erba, non lasciano l'erba
non lasciano l'erba
e se andiamo avanti così
chissà come si farà
chissà chissà come si farà.

testo di Luciano Beretta e Miki del Prete,
musica di Adriano Celentano