domenica 7 settembre 2008

Catechisti alla ribalta



Che i catechisti e i cattocomunisti abbiano sempre avuto timore del giudizio divino non è un segreto, ma che addirittura la fede diventi simbolo di merito o di raccomandazione istituzionalmente riconosciuti, è una cosa che in una democrazia non si era mai vista. Che le raccomandazioni confessionali siano all'ordine del giorno, è il segreto di pulcinella, allora tanto vale “assolvere” questo peccato ed addirittura incentivarlo perché si è visto che di raccomandati ce n'è sempre più bisogno, per la loro utilità sociale. Quindi se vuoi fare il politico o avere il posto di lavoro devi andare a messa ogni domenica e recitare due volte al giorno il rosario, se no la candidabilità o il posto meritato te li scordi, fra poco forse lo dirà la legge o la consuetudine. La legge, una serie di regole che una comunità che lavora si da per salvaguardare dei principi, e dei valori che fanno crescere e vivere bene una società nel modo migliore possibile. Purtroppo oggi le leggi le fa chi ruba, cioè non lavora, su “consiglio” delle confessioni religiose, composte da altra gente che non lavora. Ma allora come è possibile, le leggi per salvaguardare la società che lavora, fatte da ladri farabutti fannulloni? C'è qualcosa che non mi quadra, ma poco importa tanto c'è Silvio! Su consiglio di Ratzinger.

Attendere, evangelizzazione in corso ...72% ... 100% ... Fatto.


sabato 6 settembre 2008

Parisi match



Dopo tanti inutili convenevoli, qualcuno tra le file del “partito democratico” si è ricordato di avere un cervello. Arturo Parisi, astruso ministro della difesa nel passato governo Prodi, finalmente ha messo un freno al metodo alla coué stile veltroniano (leggi prendersi per il culo da soli), dichiarando pubblicamente che il suo partito ha fallito senza se e senza ma, dichiarando inoltre che per quanto riguarda la leadership è necessario prendere spunto da dal senile Silvio Berlusconi. La risposta dell’ex sindaco di Roma non si è fatta attendere dichiarando che è in atto una congiura contro di lui. In tutto questo polverone di dichiarazioni il povero “leader democratico” però, nella sua riflessione, non ha compreso quanto invece con la sua politica era riuscito a regalare al fascismo le aspirazioni migliori dei suoi votanti, e di quanti aspiravano e aspirano ad un cambiamento, che può essere rivoluzionario, oppure sprofondare nelle barbarie. Naturalmente la seconda opzione è largamente preferita ora come ora. Perciò dopo qualche periodo di agonia, forse, e dico forse, qualcuno si sta svegliando, comprendendo che si è ancora in tempo per poter strappare dall’illusione berlusconiana la gran massa affascinata dal suo leader, e che lo teme e lo rispetta come un padre severo. Ora come ora Veltroni è inadatto e pieno di contraddizioni per poter portare la bandiera della rivoluzione, del cambiamento, questo la gente lo sente e lo punisce, o si punisce da sola, votando Berlusconi, perciò se ne deve andare. Le sue barzellette “democratiche” hanno fatto venire il latte alle ginocchia pure alle mosche, è ora che tutto questo cambiamento venga indirizzato in modo migliore, organizzando noi stessi delle gestioni autonome. Per prima cosa si potrebbero trovare delle soluzioni per eliminare le risse di condominio. E’ già qualcosa. Non mi illudo, la massa vuole ancora essere guidata, perciò è necessario almeno che il guidatore sia onesto. Si dovrebbe fare di tutto in questo senso, invece si da ragione a Veltrusconi, e alla fine: il caso Alitalia diviene la più grande truffa organizzata di tutti i tempi, facendo impallidire Totò quando vendeva ai turisti la fontana di Trevi, 100.000 posti di lavoro scolastici tagliati in tre anni, monnezza sotto il tappetino per quanto riguarda Napoli, base di Vicenza che si farà, dove forse partiranno i bombardieri in futuro per l’Iran o la Georgia, o chissàdove, la costruzione dell’opera più inutile della storia con il ponte sullo stretto, magistratura sfasciata. E intanto sorridiamo e votiamo gentilmente i nostri dittatori, che ci ordineranno di fucilare chi non farà la guerra, e noi da bravi figlioli ubbidiremo uccidendo, è questa l’anima della guerra.