sabato 16 agosto 2008

Fango



Da qualche giorno mi è capitato di ascoltare bene una canzone di Jovanotti che mi era sfuggita "Fango", che a mio dire dovrebbe essere molto più rivalutata ma soprattutto capita nel testo, che è qualcosa di raro, una gemma nella polvere di questa immonda società.
Riporto quello che a mio parere è un pezzo molto utile per cercare di capire ciò di cui abbiamo bisogno veramente, che non sono i soldati, per la "sicurezza":

... la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo ...


Grandioso, imparare a sentire è l'insegnamento. Testo che merita.

giovedì 7 agosto 2008

Olimpiadi2008, il nonsport


Domani cominciano le olimpiadi a Pechino. No, non è una pubblicità questa, anzi quello che scriverò forse farà venir voglia di disertare il divano di dove si tiene l’apparecchio televisivo. L’olimpiade, simbolo di pace fratellanza e libertà, valori che a partire dalla comunità che la ospita, quella cinese (repressione culturale, 67 reati con pena di morte, torture, schiavismo permesso dalle leggi della comunità, censura ecc.), sono sconosciuti. Già di per se questo potrebbe essere un buon motivo non solo per disertare il telecomando, ma innanzitutto la partecipazione di coloro che si definiscono sportivi. Un vero sportivo conosce la lealtà e la libertà, e ne fa il suo vessillo più grande perché sa che proprio da questi deriverà la soddisfazione suprema di una gara qualsiasi, il piacere di partecipare. Invece questi “sportivi” conoscono solo la patria e gli sponsor, cose che con lo sport non ci azzeccano. Invece qui troviamo atleti positivi ad ogni scorrettezza ormonale, che non solo cancella la lealtà ma danneggia permanentemente il corpo, cosa che per uno sportivo vero è la cosa più importante da salvaguardare, e intrusioni di politicanti che decidono essi stessi il comportamento degli sportivi, un po’ come se fossero dei soldati che devono vincere una guerra. Per chi vuole saperne di più sulle olimpiadi c’è un buon libricino di Roberto Bosio, “I giochi del potere”, dove viene dettagliatamente illustrata una panoramica inquietante, che va dallo sfruttamento lavorativo, compravendita di armi, bustarelle, favori economici e sessuali e i disastri ambientali, che vanno di pari passo, se non oltre, a quelli perpetrati ai danni dei bilanci pubblici, cioè delle amministrazioni che garantiscono i servizi indispensabili alla collettività. Ne sanno qualcosa i greci che dopo Atene 2004, che ha fatto spendere ai greci 9mld di euro( 17.000 miliardi di lire ca.)per l’organizzazione e per costruire strutture invasive, inutilizzabili ed altamente costose in manutenzione, per la gioia delle ditte appaltatrici, gli atleti greci si sono visti diminuire i finanziamenti per le attività sportive dopo il galà delle olimpiadi, e a loro dire si allenano in condizioni pietose. Insomma una faccia diversa delle olimpiadi da come viene descritta dall’ ”olimpo” dell’informazione ufficiale, dove vengono sbandierati a vanvera gli ideali giusti e buoni, che in effetti hanno solo il compito di mascherare il marciume che dovrebbe essere invece evidente. Business, è l’unica religione, e le olimpiadi s.p.a. non ne sono immuni dal fascino mistico del danaro. Comunque consiglio agli irriducibili dello sport di spegnere la tv anche per l’inaugurazione e farsi una gara allo sport che piace di più con gli amici, niente doping, niente intrallazzi economici, niente scorrettezze e tanto divertimento con le persone a voi più vicine, volete paragonare?