martedì 15 luglio 2008

Ciao Gianfranco!




Oggi, nel giorno del tuo ultimo saluto, ascoltando blob mi sono ricordato quella trasmissione di "vietato Funari" in cui tu stesso cantavi una canzone di speranza. In pochi si sono battuti come te per le persone, con coraggio, con passione. Ora il mondo ha perso una grande forza proprio quando ne ha più bisogno. Ti rendi conto di che hai fatto? Spero che ti batta sempre anche contro dio quando commetta delle ingiustizie.

Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

Ciao Gianfranco!

mercoledì 9 luglio 2008

Indietro tutta

La situazione politica non è buona. La situazione economica non è buona. la situazione del mio lavandino non è buona. La situazione del mio amore non è buona.

Queste parole suonavano profetiche dalla cassa televisiva il novembre scorso nello show di Celentano. Anche io all’epoca mi svenavo per il pericolo della peste fascista, così come Daniele Luttazzi. Io come molti altri sconosciuti non siamo stati ascoltati, e Luttazzi è stato addirittura vergognosamente cacciato. Le persone si incazzano quando gli si racconta la verità, (d’altronde la verità fa male, tuonava una canzone) per questo è destino delle grandi imprese arenarsi nell’aridità dei deserti umani.

La storia si ripete. Le stesse persone che si sono scandalizzate per i discorsi sessuologici di Luttazzi, additati dagli emeriti porci sessuali come pornografia, sotto le mentite spoglie della volgarità, come egli stesso afferma nei suoi libri: “la volgarità è il pretesto principe per abolire la satira … La satira ha sempre gli stessi argomenti: politica, sesso, religione e morte …” (il sottotitolo di Decameron), ora si scandalizzano per il papponaggio istituzionale, poi alcuni si scandalizzano dei comportamenti dei politici perbenisti che poi si fanno le strisce di coca insieme alle prostitute. E’ tutta un’indignazione. Basta non posso tollerare ancora il modo con cui viene visto il sesso, o amore che dir si voglia, prevalgono lo schifo, nonostante veniamo eccitati da pubblicità ogni volta che è possibile, in tv, su internet, sull’autobus, sui manifesti. E’ l’illusione del sesso e la sua relativa liberalizzazione illusoria, che io chiamo libertinaggio. Questa è perversione, non sesso. La guerra è pornografica ammoniva Luttazzi in una sua puntata di Decameron, ed è stato cacciato. Sarà sicuramente profetico. La vita di oggi è pornografica, è un’immagine riflessa nello specchio che non possiamo raggiungere, e per questo aneliamo o nell’amore o nel sesso, come se fossero due cose divise. Si va a puttane perché l’amore non può essere coniugato al sesso, e si guardano film sentimentali perché manca la tenerezza nel nostro rapporto. Viene tutto scisso. Se solo si capisse questo si potrebbe ridurre notevolmente il fascismo insito in noi ed evitare la catastrofe. L’8 luglio di Roma ha dimostrato la volontà tipica della gente nei periodi fascisti di voler fare qualcosa e cambiare, ma il fatto che tranne per qualche eccezione sono prevalsi noia (come riportato da alcuni giornali) e ridondanza ciclica delle solite questioni burocratiche e forcaiolo-moraliste, non fa altro che spostare la fiducia della gente nelle mani del fascismo, che è sicuramente più attento alla comunicazione ed ai veri bisogni della gente. Ma a causa delle sue contraddizioni, insite nella gente, porterà solo allo sfacelo, come tutti i governi fascisti della storia. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità evitando di delegare la nostra vita al primo cialtrone di turno.

Vi prego capitelo, fate qualcosa, il buonismo di Veltroni ha portato nelle mani fasciste le migliori forze rivoluzionarie, e Di Pietro fa il moralista. Oramai non c’è più tempo da perdere ed il fascismo è già al governo. Io con questo discorso posso dire di averci provato. Fate qualcosa anche voi. Grazie a coloro che tenteranno di salvare tutta l’umanità dalla peste fascista.

… si può battere il fascismo soltanto se lo si affronta obiettivamente e praticamente con un’approfondita conoscenza dei processi vitali. Nessuno è capace di imitarlo in fatto di manovre politiche, abilità nel destreggiarsi nei rapporti diplomatici e organizzazione delle parate. Ma non sa rispondere a questioni vitali pratiche, perché vede tutto nell’immagine riflessa dell’ideologia e sotto forma della divisa dello stato.

Wilhelm Reich in Prefazione alla terza edizione di “Psicologia di massa del fascismo” (1933)

Il libro "psicologia di massa del fascismo" è acquistabile in questa affidabile libreria online. Davvero illuminante.


martedì 1 luglio 2008

8 luglio

« Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero »

Questa è una delle massime più conosciute di Lenin, ancora maledettamente attuale.
Si protesterà contro Berlusconi, contro le sue leggi vergogna, contro il razzismo dei rappresentanti dei parlamentari, contro le scellerate scelte del governo. Le intenzioni sono quelle di aprire gli occhi alla gente. Io personalmente non ho idea di come si aprono gli occhi alla gente, anche perché non serve, tutti ce l’hanno spalancati ora. E’ l’errore madornale che si ripete. Non ci si può porre al di sopra delle persone per poi fargli “aprire gli occhi”, perchè quando ci si pone al di sopra non ci si riesce più a guardare negli occhi. Le persone hanno capito fin troppo bene, purtroppo il carattere fascista è predominante nella maggiorparte delle persone, perciò, come i rappresentanti fascisti si sono dichiarati dalla parte della gente, e lo hanno pubblicamente detto, hanno una assoluta ragione. Se alla gente non si dà uno schiaffo e non gli si dice razzista, fascista, reazionaria, non si comprenderà mai abbastanza l'infondatezza del solo (giustamente) criticare le scelte di governo. Berlusconi lo sa e sfotte. Il governo è eletto dalle persone, i rappresentanti possono solo stare sulla cresta delle intenzioni della gente, ma se un leader è abbastanza potente, allora può fare la storia per un certo periodo, proprio quello che ha dichiarato Berlusconi nei primi giorni di elezioni. Si alle proteste, ma se sono esclusivamente ribellioni contro il potere costituito, allora siamo pur certi che protestiamo perchè siamo invidiosi di Berlusconi, ed in questo modo inconsciamente ci sottomettiamo al capo. Invidia. Essere fascisti protestando contro il fascismo, assurdo. L'errore è dentro di noi, comprendiamo dove sbagliamo, dove siamo fascisti, e solo allora non potremo mai dare più potere a qualsiasi dittatore. La schiavitù è dentro di noi, questo è l'aspetto incompreso della citazione di Lenin.