sabato 28 giugno 2008

Wanted



Niente impronte, poco importa, bastano le foto. Foto di bambini, foto di bambini, cuccioli di esseri umani, che siano di carnagione chiara, scura, con gli occhi tondi o allungati, ma sempre esseri umani. Le persecuzioni naziste si svilupparono con la schedatura dei bersagli. Poco importa se sono impronte o foto, è sempre una schedatura. Stavolta l’”uomo superiore” ha preso di mira gli esseri umani che fanno parte del gruppo dei rom, il fascismo non li ha mai risparmiati, e a quanto pare nemmeno quello targato nuovo millennio. Non possono essere liberi, devono divenire sudditi come noi. Segno di impotenza, segno di arroganza, segno di paura.

Signore e signori, benvenuti sul pianeta terra, stiamo per trasmettere la solita sbobba: guerra, violenza, razzismo, esasperazione, distruzione. Mettetevi comodi che comincia il terrore.

lunedì 23 giugno 2008

Si può fare? Signor si signore, si farà!




23 giugno 2008 Chiaiano, Napoli, Italia.
Missione top secret:
Presidio truppe a difesa di cumuli d’immondizia. Passo.
Resistere, ripeto resistere. I terroristi non devono entrare, ripeto i terroristi non devono entrare. Passo.
Mantenere la posizione, ripeto mantenere la posizione. Ad ogni evenienza aprire il fuoco. Passo.
Non esitare davanti al nemico, è questione di vita o di morte. Aggiungo: i combattenti della falange della bottiglia di plastica si sono alleati i guerriglieri del rifiuto umido. Passo.
Ripeto dobbiamo resistere e mantenere la posizione. I rifiuti devono essere protetti a tutti i costi! Passo.
Buona fortuna! Chiudo!

martedì 17 giugno 2008

Rondò


La Russa definisce le linee guida del suo ultimo provvedimento governativo: l’invio di militari per le strade della penisola italica. Saranno circa 3000 unità, quelle che il ministero della difesa, presieduto dal siculo La Russa, ha deciso di disporre. Per fare che, è ancora un mistero. Il mistero del ministero: il minimistero. Il provvedimento appare razionalmente privo di significato, ma le parole del capo gabinetto dell’esercito danno adito a molte perplessità: “I militari al posto delle ronde”. A patto che non sia stato frainteso, cosa che ultimamente succede spesso, l’iniziativa appare come “La porcata2, la vendetta”. Che di Calderoli ce ne sia solo uno, è una fortuna, ma che ce ne siano due, la cosa inquieta. E’ vero che questo è un provvedimento per “placare gli animi”, ma è anche vero che non si fa così. Naturalmente, invece di disporre misure, che favoriscano delle condizioni favorevoli alla verità, e alla giustizia sociale ed economica, si mandano le ronde, dopo che sono stati presi dei provvedimenti che di fatto ne limitano effettivamente le possibili e più efficaci alternative. E’ il classico giochetto di potere, dai alla gente ciò che vuole, se poi si accontenta, si gode ancora di più. E’ vero che lo stato di inquietudine che quindi poi emerge nella distorsione paranoica di una ipotetica insicurezza, proviene da noi, ma l’economia ed il contesto sociale ne sono casse di risonanza e contenitori di questi timori, che così vengono coltivati e poi ingigantiti. Perciò è solo il modo per evitare il peggio (anche loro considerano la guerra civile come il peggior male per i loro delicati culi seduti su comode poltrone a spese dei fessi), mantenendo ove possibile le possibilità di divenire sempre più riveriti, utilizzando la comunicazione e gli scismi delle basi sociali. Perciò, come si è capito, questo è solo uno zuccherino per le nostre coscienze, ma il risvolto negativo non è stato acclamatamente citato. In una società che è composta da individui che, non si impressionano più per i kamikaze che si uccidono per uccidere il maggior numero di persone possibili, non critica più l’utilizzo militare per risolvere situazioni, e che ha una paura indomabile del futuro, fare abituare la militarizzazione delle città, significa aprire le porte alla volontà di regresso che la gente con lo zuccherino non avrà di certo perso, creando così le basi per minare in modo duraturo tutte le conquiste della libertà fin’ora ottenute in secoli, e siccome si presume che questi signori si siano affezionati alla poltrona, per mantenersi sulla cresta dell’onda accontenteranno di nuovo la gente, come una spirale senza fine, con zuccherini sempre più indigesti. Beh d’altronde è a rischio la nostra felicità, cosa importa! Dopo aver pensato che tutto questo era un classico psicodramma di sinistra, bisogna pensare però che se non ci si accorge di questo, sarà tutta un’altra musica. Magari classica.

giovedì 12 giugno 2008

Europa si, Europa no


Gli irlandesi chiamati in causa per confermare de facto la esistenza stessa dell’unione europea. Lo stesso Tremonti , nella sua ultima fatica letteraria, scrive o si fa seriamente l’Europa, oppure non è. Innanzitutto non si dovrebbe gravare di questa pesante responsabilità gli irlandesi, primo perché la loro è l’unica comunità che ha deciso di proporre il testo all’approvazione dei cittadini, mentre gli altri stati hanno optato per decisione parlamentare evitando l’importantissima opinione dei cittadini, perciò si dovrebbe evitare l’effetto capro espiatorio. Secondo, è sempre una decisione popolare, cosa che non può essere ignorata come è stato fatto per esempio in tutti glia altri paesi come in Italia, dove non c’è stato un referendum; perciò è impossibile mettere insieme più persone quando le stesse non vogliono, prima o poi si crolla, e giustamente il trattato deve essere approvato da tutti, oppure non si fa. L’unione europea durante la sua esistenza, ha garantito molto poco, e poche soluzioni al servizio esclusivo della “gens europea” , questo sicuramente ha portato all’eccesso di sfiducia verso questa istituzione stessa. La politica agricola è stata poi controversa, e la legislazione delle quote, oltre che essere protezionistica verso l’interno con conseguente scarto di materie prime fuori quota, desta ancora grande insoddisfazione, sia per politica di spreco, sia come politica a fine finanziario del mantenimento dei prezzi. Le ultime prese di posizione sull’industria ittica, poi non hanno fatto che aggravare la già insoddisfacente posizione dell’istituzione. In alcuni paesi per i precedenti trattati si è addirittura si è votato più volte sullo stesso referendum, quasi a sperare ogni volta in un risultato positivo, una specie di forzatura che in alcuni casi è sfociata nella esclusione del risultato popolare del/dei referendum. Perciò è credibile, che più che la mancanza di ideali, l’unione europea rischia o rischierà di crollare proprio per la sua inconsistenza sostanziale, che è formata dalla volontà della gente. E’ importante ricordare, che l’aggregazione è la forma più importante per combattere tutti i mali, ma essa non deve essere un’imposizione, e si può realizzare solo quando la maturità delle masse sarà tale da renderle responsabili e compartecipi, eliminando non solo le barriere nazionali o europee, ma tutti i confini di patria nel mondo. Allora e solo allora si potrà formare una comunità che non sia fondata sugli interessi come quella europea, sul mercato, ma che metta in evidenza ed in risalto l’uomo, che ancora oggi viene chiamato comunitario o extracomunitario, al contrario delle merci, che con un semplice foglio di dogana passano. Perciò adesso l’uomo è meno del suo lavoro, non si può pensare di progredire così, qualsiasi sia la strada intrapresa.

mercoledì 11 giugno 2008

Distruzione

La neoministra dell’istruzione credo che dovrebbe usufruire ancora dei servizi offerti dal proprio ministero, nonostante la sua età. Potrebbe cercare di fare un giro nelle scuole che cerca di “amministrare”, prima di affermare certe cose che non stanno né in cielo né in terra. Magari potrebbe fare anche un giretto dal suo collega Ignazio La Russa, giusto per farsi spiegare un paio di cosette sui bilanci. Solamente per fare quello per cui viene lautamente pagata. Ora spiego perché. Le condizioni scolastiche sono veramente ai livelli di terzo mondo: I banchi sono più vecchi di Andreotti, le sedie sono rotte e ci si rischia di strapparsi i pantaloni o di cadere, i computer non dappertutto superano gli scarti di lavorazione di dieci anni fa, e per concludere cadono vistosamente a pezzi porte, finestre e muri. Io manco da qualche anno, ma credo che la situazione non sia migliorata. La ministra si è soffermata sul fatto della ristrettezza di bilancio e sulla dignità degli stipendi dei prof. Andiamo per ordine, è giusto aumentare gli stipendi agli insegnanti, il loro ruolo nella società contemporanea è sottovalutato, ed ognuno merita per quello che fa (a differenza dei politicanti). Poi ha dichiarato, orrore e soprattutto terrore, che dovrà tagliarne il numero per poter aumentare gli stipendi agli altri. Cazzo, come redistribuzione sociale non c’è male!
Facendo il punto, il numero degli alunni è in crescita per il prossimo anno, il numero delle classi sarà diminuito (affollamento delle classi), gli edifici sono peggio delle capanne di fango e paglia (per lo meno non crollano), e il problema principale verte sullo stipendio dei professori. Non c’è male come confusione, peccato che non siano queste frasi ad essere confuse, ma la realtà. Da qualche parte ho sentito dire che i prof guadagnano troppo e lavorano poco, comunque per quelli seri, che sono la maggioranza, ci sono ben altre cose che non si considerano, come orario di lavoro: i consigli di classe, la correzione dei compiti scolastici a casa!, ed il materiale per poter lavorare, che come al solito grava sulle tasche dei lavoratori. Caspita non pensavo che un giorno avrei difeso i prof!
Veniamo a noi, il consiglio di andare dal ministero della difesa è a questo punto d’obbligo facciamo due conti: per la difesa la spesa è di circa 20mld di euro, mentre per l’istruzione e ricerca di 16mld. Ora dire che c’è una grossa differenza è dire poco, perché poi i fondi previsti per la difesa sono in aumento, in buona pace dei professori mandati a casa. Durante il governo Prodi addirittura ci sono stati aumenti di 2mld. In pratica si preferisce mandare a guadagnare 40.000 euro per rischiare la vita, andando a proteggere gli interessi dei criminali, distruggendo la tranquillità di popolazioni innocenti ed inermi, invece che favorire l’educazione. Mi piaaaceee! Allora tra un po’ perché invece che far frequentare ai nostri figli le scuole, non gli diamo immediatamente un kalashmikov e li mandiamo in guerra come fanno in Africa con i bambini soldato? Si dice che la scuola serve per insegnare a procacciarsi e meritarsi il pane, ecco se tanto è quella la fine che devono fare per diventare nababbi, facciamolo subito, così invece della merendina al cioccolato, ci sarà qualche bossolo, ma poco importa. D’altronde questa è l’aria che tira, se guadagni di più significa che ti meriti il pane; perciò è ora che cominciamo a capire che chi distrugge non si merita lo stipendio che percepisce, e quindi il pane, perciò preferisco dare stipendi anche un poco eccessivi addirittura a chi è fannullone, piuttosto a chi va a distruggere la vita nel mondo, perlomeno non distruggono niente. Perciò è giusto che il pane debba essere meritato, e che lo capisca anche la ministra, che non può permettersi di offendere in questo modo la dignità umana, deridendola. A scapito però ci vanno come al solito sempre gli innocenti, i bambini di tutto il mondo.

Porcate e porcherie

Un paio di giorni fa, il ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, ha dichiarato con lo stesso carisma e la stessa nonchalance che lo hanno portato a camminare in compagnia del suo maiale domestico per dei prati dove doveva essere costruita una moschea, che ci sono razze che sono più votate alla delinquenza di altre. Ora non tanto per sindacare, ma istituire un ministero della semplificazione, un ministero! non è forse un atto criminale?

Un cespuglio di idee

Il giorno della rivelazione in cui lo stesso Bush dichiara di non essere un guerrafondaio, lo stesso giudica aperta ogni porta aperta contro l’Iran, il che vuol dire: e mo so cazzi anche per loro. Vorrei precisare che a volere la guerra in Afghanistan ed in Iraq, dove ci sono stati più di un milione e mezzo di morti civili, più di 4500 militari NATO uccisi, devastazioni dovute ai bombardamenti assidui, passaggio dalla dittatura alla anarchia violento-religiosa, è stata mia nonna. Dopo la dovuta precisazione, vorrei aggiungere che Bush in passato, da bravo pacifista, si è prodigato per diffondere la felicità, dichiarando che lui diffonde democrazia. Peccato che ancora nessuno gli abbia spiegato cosa sia. D’altronde c’è poca differenza tra una libertà costituzionale ed un B-52. L’errore ci poteva anche stare!

martedì 10 giugno 2008

Pappagalli verdi


Cronache di un chirurgo di guerra. Questo è il sottotitolo, un vero riassunto di questo libro, il solo possibile. Questo libro è Gino Strada, che di professione fa il chirurgo, un medico impegnato nelle zone calde e fredde del pianeta tra una follia ed un’altra, a curare tra un’indecisione ed un’altra, a pensare tra una irrazionalità ed un’altra. Un racconto commovente, di una vita spesa sotto la minaccia di morte curando i feriti, e ascoltando i fantasmi di coloro che non ce l’hanno fatta. Un racconto di un pianeta che piange, piange perché parte dei suoi abitanti non sanno più piangere, nemmeno davanti al dolore più acuto, di fronte a scenari che lasciano increduli sulla brutalità dell’uomo. Un racconto delle guerre visto da un’altra prospettiva, direbbe un qualsiasi titolo di giornale, ma non basta a riassumere la profondità di questo libro, troppo reale, troppo crudo, troppo. Il titolo riprende il nome attribuito alle pfm, che sono delle micidiali mine antiuomo a forma di un pappagallo verde che non uccidono, ma cambiano per sempre la vita di coloro che la raccolgono, e dopo le dovute manipolazioni bum! La mano, il piede, la gamba, l’occhio, il braccio. I bambini sono coloro a cui è indirizzato questo tipo di mina, non c’è alcun dubbio.

Ecco un pezzo di questo piccolo libro racconto dove si parla di questi micidiali ordigni:

“… Ma poi, inevitabilmente, il suo pensiero tornava ai pappagalli verdi, a quelli che scendevano dal cielo nel lontano Afghanistan. E allora Nestor scuoteva la testa, e la rabbia lasciava il posto alla tristezza, quella che riempie la mente quando non c’è più la possibilità di capire, quando è svanita la ragione ed è solo follia. Così abbiamo immaginato – sapendo che era tutto maledettamente vero – un ingegnere efficiente e creativo, seduto alla scrivania a fare bozzetti, disegnare la forma della PFM-1. E poi un chimico, a decidere i dettagli tecnici del meccanismo esplosivo, e infine un generale compiaciuto del progetto, e un politico che lo approva, e operai in un’officina che ne producono a migliaia, ogni giorno. Non sono fantasmi, purtroppo, sono esseri umani: hanno una faccia come la nostra, una famiglia come l’abbiamo noi, dei figli. E probabilmente li accompagnano a scuola la mattina, li prendono per mano mentre attraversano la strada, ché non vadano nei pericoli, li ammoniscono a non farsi avvicinare da estranei, a non accettare caramelle o giocattoli sconosciuti … Poi se ne vanno in ufficio, a riprendere diligentemente il proprio lavoro, per essere sicuri che le mine funzionino a dovere, che altri bambini non si accorgano del trucco, che la raccolgano in tanti. Più bambini mutilati, meglio anche se ciechi, e più il nemico soffre, è terrorizzato, condannato a sfamare quegli infelici per il resto degli anni. Più bambini mutilati e ciechi, più il nemico è sconfitto, punito umiliato. E tutto ciò avviene dalle nostre parti, nel mondo civile, tra le banche e i grattacieli. Al confronto anche i loros, verdi pappagalli che infestano le Ande, sembrano meno feroci, verrebbe da dire più umani. … “
Il libro è altamente raccomandato per saperne veramente di più sul mondo che ci circonda.
Il libro lo potete acquistare anche online, in questa ottima e affidabile libreria a questo link , oggi fino al 15 giugno anche al 25% di sconto. I ricavati dei diritti di autore andranno alla fondazione EMERGENCY come scritto nel libro.
Se vi interessa passate parola.

domenica 8 giugno 2008

R.I.P.



La storia ha dell'incredibile, soprattutto considerato il fatto che riguarda una persona amata e votata da milioni e milioni di persone per quasi tre lustri. E' proprio vero, sono i giudici che devono fare il test di sanità psichica!

Taglia e incolla

Altro giro altra prova. Il nuovo “governo” si appresta ad affrontare il tema scottante della scuola, dopo aver brillantemente cominciato il suo operato con la voglia di nucleare, le cariche militari per una discarica, e la summa della summa del peggio in tema giudiziario: le intercettazioni vietate. Sul banco ci sono, o meglio c’erano, circa 10000 cattedre. La serie spaventosa di tagli ha quindi inizio nel momento migliore per la scuola, cioè quando sono previsti circa un aumento di 20000 alunni. Per pura casualità, la notizia del taglio è stata data molto in sordina, ed esattamente il giorno dopo che il biscione si è incontrato col dittatore di piazza San Pietro, dove si è discusso sull’aumento dei finanziamenti alle scuole cattoliche ( leggi private). Naturalmente il nostro eroe alla incredibile richiesta ha risposto inequivocabilmente, “con la chiesa si può discutere su ogni argomento”. Comunque i prossimi senza lavoro il papa sicuramente non li lascerà soli, forse dirà una preghiera per loro. Anche loro fanno il taglia incolla!

venerdì 6 giugno 2008

Heil FAO !


“ La possibilità di conservare così una sana popolazione agricola quale fondamento di tutta la nazione non può mai essere abbastanza lodata. Molti dei nostri mali odierni sono la conseguenza del rapporto errato tra città e campagna. Una forte popolazione di piccoli e medi contadini è sempre stata la migliore difesa contro tutti i morbi sociali, quali oggi ci opprimono. E questa è anche la migliore soluzione che permette ad una nazione di procacciarsi il pane quotidiano, che resta in una circolazione economica interna. L’industria e il commercio son costretti a scendere dalla loro ambigua posizione dominante e rientrano nel quadro di una economia nazionale che equilibra i bisogni e le soddisfazioni.”
Adolf Hitler in “La mia vita”.

Il vertice Fao, che si è concluso ieri, a Roma, dove sono state decise le sorti del mondo agricolo e zootecnico dei prossimi anni bui, tra un tripudio di deliri, come l’ampliamento delle “tecnologie” Ogm, ha posto un tema molto interessante, dove si parlava, della redenzione dei piccoli e medi agricoltori, con dei finanziamenti diretti proprio a questi, creando necessariamente una situazione di forzata politica agricola interna ai Paesi, riferendosi forse agli stati africani che quasi esclusivamente esportano quasi tutto sia carni che cereali, morendo così di fame . Sapendo però, che se questi paesi non esportassero paradossalmente morirebbero di fame ugualmente, come del resto anche gli occidentali, perché buona parte della carne e dei cereali proviene da queste attività nei paesi poveri, allora la confusione aumenta di più. In pratica se si tengono il cibo muoiono tutti, gli africani perché non vendono facendo crollare quel poco di economia in piedi, e per esempio gli europei perché non hanno le materie prime. Dove sta il vantaggio globale? Qui si visualizza una linea di sudditanza imperialistica folle, di una economia scellerata al vantaggio dei pochi. Perciò la soluzione non è la chiusura, né di sussistenza, né di scambio, bensì l’apertura, e la agricoltura non intensiva e responsabile ad amplio raggio, magari con l’incentivo di cooperazione o di grande scala, però a quanto pare le linee guida della FAO le detta direttamente Adolf Hitler.

mercoledì 4 giugno 2008

Smaltimento

Michele Orsi, si chiamava. Era un uomo, e come tutti ha sbagliato. Quando ha deciso di riparare, cominciando a parlare, a parlare per la verità, non per coloro che sono ancora succubi del politico, del salvatore o del mafioso di turno, è stato ucciso. Michele è stato ucciso perché ha capito una grande verità, che la stessa verità deve essere tutelata. Al sud si chiama infame, io lo chiamo semplicemente un uomo. Anche lui è stato smaltito dalla vita, non come un rifiuto, ma da rifiuti. Ancora una volta la morte ha vinto. Lo sapevano tutti che era un cosiddetto “morto che cammina”, ma hanno preferito mandare gli agenti di sicurezza a mazzolare le persone che giustamente e pacificamente protestano a Chiaiano, invece che proteggere qualcuno che cominciava ad essere un fiume in piena, dove dalle parole emergeva un quadro inquietante della situazione ambientale e paradossale per quanto riguarda coloro che dovevano o devono risolvere la crisi della munnezza. Riprendo una frase citata in una diretta di Travaglio al lunedi “ci pisciano addoso e dicono che piove”. Capiamo che il problema è dentro di noi, perché dopo che è morto, a casal di principe, la roccaforte dei casalesi, (come quella di Al Sadr) c’erano caroselli di auto per festeggiare l’evento. Normale, si uccide un uomo e poi si festeggia.
Non abbiamo alcuna speranza se non lo capiamo.