sabato 31 maggio 2008

Cannone rai

E’ intenzione della nuova dirigenza rai, emanare il provvedimento che tende ad aumentare l’importo del canone rai. E’ inutile dire che è un’imposta sul possesso della televisione e non sul palinsesto rai, questo solo formalmente, ma sostanzialmente, le cose stanno diversamente. E’ l’opposto. Il canone finanzia la rai, che deve essere un servizio di televisione pubblica, informazione, dibattiti, intrattenimento, educational; ma non una tv padronale spazzatura, come in realtà è. Mi ricordo ancora le parole del diktat bulgaro, dove il cavaliere per antonomasia dichiarava che Biagi(Enzo), Santoro e Luttazzi, avrebbero fatto un uso della televisione pubblica, ( aveva specificato che era ed è pagata da soldi di tutti) criminoso. Ecco, è qui che dovrebbe interessare l’accezione dello status di criminale, cioè dei tg al servizio dei padroni, con vergognose manomissioni e vistose prese di posizione a favore del potente di turno, dei varietà che ricordano a malapena la dignità e l’intelligenza umana, dei quiz demenziali dove si coltiva il desiderio di migliorarsi (voglio partecipare ad un quiz, invece di dire voglio lavorare duramente per guadagnarmi qualche soldo in più) in modo artificioso e fasullo, se non fatuo; lo sputtanamento del magna magna televisivo con lo scialacquamento del festival di Sanremo a favore dei soliti noti; esaltazione di “figure professionali” come i raccomandati brrr ecc, ,ecc ecc. Ecco, questo è un uso criminoso della televisione pubblica e non l’intelligente programma satirico di Daniele Luttazzi, oppure il fatto di Enzo Biagi che da solo e con modestia faceva audience incredibili, considerando anche che era un programma che parlava di tematiche serie e riusciva ad informare con dovizia e senza fronzoli, oppure il gruppo di lavoro di Santoro, che chiaramente aveva prese di posizione sinistrorse, invece di fare il falsoimparzialevoltagabbanaparaculo, e riusciva a informare in modo dettagliato e serio. Oggi si vuole una televisione neutra, dove è vero, si dialoga, ma come dice Di Pietro, all’unanimità, ad una voce sola, cioè quella del potente di turno. Allora si ripropongono e si spalmano sul palinsesto le capriole mediatiche di Vespa, i vuoti dialoghi tra mafi… politici a Ballarò, oppure l’intervista all’ignorante di turno, che diviene autorevole da un po’ dappertutto il parterre del palinsesto. Giusto per dare spazio agli imbecilli e sbarrare l’entrata a coloro che possono risolvere il problema. Che pluralismo del cazzo!
La controparte all’aumento del canone è stata dichiarata come aumento dei programmi culturali, ovvero le noiose riproposizioni della famiglia Angela su come vivono i leoni della savana, il ritrovamento di fossili di dinosauri grossi quanto un palazzo, oppure le mistiche tecniche militari di Napoleone o degli antichi romani. Ma che mi importa a me di come si scannavano i romani, le tecniche argute di follia omicida di Napoleone oppure quali ossa rosicchiavano i cani primordiali, che se abbia vinto o perso a Waterloo Napoleone non mi cambia la vita. Tutti conosciamo Napoleone, i grandi guerrieri, Leonardo da Vinci; ma perché non riproporre un po’ più spesso e dettagliatamente la vita degli scienziati moderni e le loro opere, vedi Fermi, o Einstein o Fleming,( ce ne sono molti altri) oppure mostrare con dovizia di particolari la storia recente, dalla seconda guerra mondiale ( non ai livelli patologici della bbc ) alle guerre di mafia, o ai genocidi dei Balcani degli anni novanta. Purtroppo, queste storie sono troppo vicine, e possiamo riconoscerle quasi come nostre, in modo semplice ed immediato, possiamo comprendere quello che ci sta accadendo a noistessi o a gli altri, ma questo chi detiene il potere non lo vuole, possiamo divenire più critici su un sistema e meno distruttivi con le nostre opinioni, che spesso vertono su temi davvero stupidi. Ci si scanna sui reality, e intanto si fa fatica ad arrivare a fine mese, si osanna il ladro e si condanna l’amico. Questo è. In prima serata la domenica su raitre c’è un programma di nome report, che non riesce a fare i milioni di telespettatori che merita, visto il digiuno di informazione, c’è un programma che si chiama annozero, che difficilmente è seguito da chi può cambiare la storia, e farla, cioè i giovani, ma nonostante tutto è stato già “diktato”, cioè bollato come fastidioso al padrone. Solo quando un Luttazzi potrà esibirsi in prima serata senza censure, oppure un Enzo Biagi racconterà le notizie del giorno alla sera, al suo posto naturale, dopo il tg, al posto dei pacchi, oppure un Santoro potrà arrabbiarsi e difendere le proprie idee senza il rischio di essere epurato, oppure un Travaglio potrà raccontare senza querele o censure o “disconoscimenti” infelici quello che pensa della gente, mentre ricorda le pecche di coloro che sono stati eletti come rappresentanti della e dalla gente stessa, solo allora, e ripeto solo allora, far pagare il canone non sarà un crimine, mentre ora mettersi di fronte ad un apparecchio televisivo è come stare di fronte ad un cannone pronto a sparare.

Errori

Il grado di degenerazione di un popolo, di una comunità, è dato dal grado di arroganza, dal grado di competizione per la supremazia individuale sull’altro e dal menefreghismo.
Solo fin quando va bene una situazione positiva cominciata nel passato, la suddetta società persiste nel benessere perseverando nei suoi errori, ma per sua natura, non conosce la libertà, l’intraprendenza e la solidarietà, perciò è destinata ad indietreggiare, e spompata da una situazione avversa, o solo per effetto della sua stessa paura, cade sotto i colpi fieri della sua tracotanza, i graffi della sua violenza e i deserti aridi della sua desolazione.

Paoloblogger maggio2008

lunedì 26 maggio 2008

Stato di furto

L’inchiesta di ieri 25 maggio, di report era molto interessante, e parlava di una verità spesso sottaciuta, e solo stilizzata come quella africana. L’inchiesta rivela come tutto il mondo è paese, dove la corruzione, la schiavitù, i bulimici interessi, ove possibili si ridestano con tutta la loro forza. Il titolo dell’inchiesta era “furto di stato”, riferito forse in particolare all’accumulo delle ricchezze eseguito dal despota Mobutu Sese Seko e il “democratico” presidente Joseph Kabila ma il problema non è questo, bensì è come la popolazione, nonostante sia seduta sull’oro, sul coltan, sui legnami, sul petrolio, sull’uranio e sulla più grande produzione di energia elettrica africana, stia. Le condizioni sono disumane, e lo sfruttamento è a livelli intollerabili, senza mezzi di lavoro adeguati e con scarsità di cibo e medicine, nonostante gli aiuti internazionali alla zona del mondo dove si concentra il più alto grado di ebola, AIDS e tbc. Naturalmente le medicine inviate vedono lo sbocco nel mercato nero. L’inchiesta di Giorgio Fornoni, che ha lavorato un anno per realizzarla, rivela gli intrecci tra finanza off shore, guerre, povertà, religione, sanità, sfruttamento lavorativo e delle risorse e la mafia. Il coltan, materiale debolmente radioattivo, che viene usato per la produzione dei moderni microchip nei pannelli fotovoltaici e in quasi tutto l’hardware digitale, è un materiale di difficile reperibilità, grazie alla sua scarsa distribuzione sulla superficie terrestre, e difatti l’80% è concentrato in Congo. Questo provoca un enorme interesse delle multinazionali per questo materiale, che costa moltissimo, ma che per estrarlo la gente muore e per trasportarlo al primo centro di raccolta la gente impiega le sole gambe per 80Km. Il tutto per ricevere 25 $ ed essere felice perché guadagna molto. Le inchiesta si dipana inoltre sull’oro e sui diamanti, dove si vedono bene e meglio i controlli da parte dell’esercito di tutto lo sfruttamento, ovvero l’esercito a servizio delle multinazionali, in cambio delle mance. Per quanto riguarda il petrolio, la situazione è ancora più assurda, li ognuno che ha una piattaforma off shore di estrazione, piglia il petrolio che vuole senza alcun controllo, senza limiti e senza rendere conto a nessuno, tanto il governo è già stato finanziato con la campagna elettorale/militare. Proprio per questo i cinesi, che sfruttando la condizione di schiavizzazione libertaria, hanno deciso di offrire di più, e molti hanno già cambiato clienti, facendo infuriare i vecchi finanziatori di regime. I cinesi sono interessati soprattutto alle miniere di uranio, che sono state riaperte dopo che erano state chiuse da anni. Per quanto riguarda l’energia la cosa è ancora più ridicola, ma si ride amaro. In Congo esistono le due più grandi dighe dell’africa, dove viene prodotta un’immane quantità di energia elettrica, però, gli abitanti del Congo non hanno la luce, nemmeno quelli affianco le dighe, perché tutta l’energia viene esportata all’estero come in Sud Africa. I progetti di queste due dighe sono stati realizzati da aziende italiane, che hanno richiesto molti soldi per la realizzazione, di più di quanti ne erano necessari In pratica lo stato congolese pagava a debito dei lavori gonfiati per ricavare una percentuale, dei lavori che servivano a vendere energia a stati esteri lasciando al buio tutto il territorio del Congo, facendo pagare gli interessi con le tasse versate. Lo stato italiano proprio per queste dighe ha eseguito la più grande cancellazione di debito mai effettuata, circa 250mln$, pagando direttamente con i soldi delle proprie casse questi lavori che non portavano niente alla popolazione. Ma il progetto futuro è ancora più folle; si prevede la costruzione di una maxi diga, grande tre volte come quella delle tre gole in Cina. Per realizzarla naturalmente servono fondi, e il giochetto sarà sempre quello, ma la cosa assurda è che stavolta l’energia arriverà nel mediterraneo, a migliaia e migliaia di chilometri di distanza dalla diga in progetto. In pratica noi finanzieremo una diga faraonica che ci porterà grandi quantità di energia, continuando a lasciare al buio le zone dove si produce. Complimenti! Ci convincono che aiutiamo, invece continuiamo a rubare. Naturalmente il folle non ha limite, comunque basti pensare che tutte le multinazionali che li sfruttano, avevano l’obbligo di costruire scuole, abitazioni, far arrivare l’energia, ma naturalmente le leggi ci sono ma è consuetudine non rispettarle. Ma non è neanche il fatto del rispetto delle leggi che inquieta, ma bensì il fatto dell’arroganza e della beffa di questi rapaci, come nel caso di una multinazionale cinese del legname, che "rispettando" gli accordi, ha versato alla popolazione in un anno 2 pacchi di zucchero da 5Kg.

sabato 24 maggio 2008

Lucida follia

Non è possibile pensare di avanzare, cioè di progredire quando una società malata lascia che i signori, eretti a furor di popolo a loro signori, compiano delle scelte scellerate, contro il popolo che li ha eletti. Questo è il caso del nucleare, una scelta scellerata, una scelta che porta solo morte e distruzione, in modo immediato e ufficialmente non qui, ovvero le scorie verranno smaltite all’estero, anche a costi proibitivi. Questo non impedisce di pensare che si ripeta lo scempio della campania così come in molte regioni, dove gli industriali, in accordo o in odore di mafia per spendere meno, riversavano (riversano ora?) tonnellate e tonnellate di rifiuti pericolosissimi, che aumentano la cancerogenesi negli esseri viventi, addirittura in campi di proprietà privata, tant’è vero che alcuni contadini dovevano cambiare sempre appezzamento per poter svolgere il proprio lavoro. Questi scarti di lavorazione sono penetrati nelle falde, sono nell’aria, a libera inalazione, e nei nostri corpi. Fra un pò avremo anche le scorie nucleari sui campi dove coltiviamo le verdure che mangiamo, vicino casa, dove i bambini giocano, affianco al nostro posto di lavoro, insomma tutto intorno a noi. Grazie alla mafia. Oltremodo sono da disprezzare coloro che dicono che ci sono già centrali nucleari, nell’arco alpino oltreconfine, ma è da considerare un fatto, anzi due, che la penisola italica è altamente sismica, i fatti del devastante terremoto cinese insegnano che si può rischiare fortemente la catastrofe nucleare, difatti molte centrali si sono danneggiate e si è rischiato di brutto. In tutto il globo! Secondo, più centrali ci sono più aumenta il rischio, e naturalmente chi riecheggia frasi populiste, questo non lo dichiara. Sono dei criminali. Sono dei criminali incalliti, vanno fermati, sono dei pazzi scatenati, vanno immediatamente fermati, si spera che la gente non sia ancora estasiata dal capo, perché stavolta è ritornata l’epoca di impegnarci a nostro favore, e non contro i governanti. Sono passati quasi 21 anni da quando la gente, ancora mentalmente più sana aveva rinunciato al nucleare. Quel giudizio di massa non vale più, perché la massa è cambiata. E’ ritornata l’epoca dove tutti siamo a rischio, tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Cominciamo a parlare, diffondiamo i nostri pensieri le nostre idee, non siamo nessuno come vogliono farci credere, siamo individui, dobbiamo cercare di migliorare, non di peggiorare, le alternative ci sono, come per il nucleare. Dimostriamo il nostro attivo dissenso, e rinunciamo ad una passività che ci ha reso impotenti di fronte al piccolo grande uomo di turno.

giovedì 22 maggio 2008

Qualcuno riconosca il progresso!

Stavolta voglio spezzare una lancia a favore di Marco Travaglio, il giornalista autore di inchieste di carattere giudiziario, autore di molti libri di successo, della suddetta tematica. Nell’ultimo periodo ha ricevuto indebiti attacchi, anche da siti internet che si definiscono libertari e che realmente rivelano verità troppo occultate, quindi si battono per la verità. Non si capisce come mai un persona che rivela verità possa essere considerata meschina e abietta; si adducono anche motivazioni infime, come il lauto guadagno percepito, (visualizzato dai guardoni ). Io considero che chi guadagna i propri soldi onestamente non debba essere perseguitato, anche perché il lavoro di Travaglio è un lavoro di giornalista, e a vedere dai consensi in pochi sanno che un giornalista pone domande o si pone domande, solo per fare il suo mestiere, informare. Tra le motivazioni, si trova anche quella che, nonostante le sue inchieste assidue su Berlusconi, il biscione sia riuscito a racimolare più consensi, quindi che il giornalista sia complice del signore di Arcore. Personalmente non condivido il lavoro di Travaglio preso esclusivamente, e neanche la sua presa di posizione con le idee populiste del Grillo, nel senso che, con lo smascheramento esclusivo delle verità , la società progredisce. No questo non lo condivido, ma vorrei ricordare anche ciò che disse alla trasmissione chetempochefa il giornalista, oltre che parlare di Schifani, un pezzo che forse ha fatto più male agli attuali poteri forti, di quanto le arcinote, arcisapute, arcipubblicate verità sul presidente del senato abbiano miseramente fatto. Nel corso dell’intervista Travaglio ha cominciato a parlare della gente e dei suoi errori di pensiero, mostrando che quando va a votare se ne frega di chi vota, oppure che se ne frega della politica, in pratica è apolitica, oppure vota per chi gli sta più simpatico perché è un malfattore e lo vede più vicino a lui. Poi ha proseguito dicendo che conosce persone che si lamentano dei propri problemi, ma che stimano i loro governanti, e se ne fregano delle malefatte degli amministratori, accompagnando la scusa che si hanno già troppi problemi, non capendo che loro hanno tutti quei problemi perché, loro se ne fregano di ciò che fanno i governanti criminali. Ecco, Travaglio ha confessato una verità indicibile, cioè la gente si deve prendere le proprie responsabilità. In pochi l’hanno fatto, e tra questi pochi c’è anche lui. Quindi qui cade anche l’accusa che gli si rivolge, cioè che lui imputa tutto il male ai delitti giudiziari dei governanti. In questo caso il giornalista ha dimostrato sincero liberalismo e estromissione dalle idee populiste di Grillo, che grazie ad esse riesce a fare eventi come i vaffanculo day, che possono essere considerati benissimo come flash mobbing e non rivoluzione. Perciò anche se non si condividono alcune sue posizioni è necessario che si possa far esprimere le sue posizioni, evitando di parlare a sproposito facendo incetta di libertà , e cercando di vedere ciò che si fa per il bene di tutti, separandolo da ciò che la gente trasfigura e trasforma in melma puzzolente.

lunedì 19 maggio 2008

Afrikaans

AP Photo/Shayne Robinson - newzimbabwe.com
Secondo me la notizia che dovrebbe andare in primo piano oggi sono le violenze razziste e xenofobe del Sudafrica. La situazione ricorda tragicamente quello che sta succedendo da noi nella penisola italica, dove gli immigrati dei paesi limitrofi al Sudafrica scappano da regimi oppure migrano in massa per lavorare nelle miniere o nelle fattorie della più ricca nazione sudafricana. Il clima di intolleranza è degenerato da un’apparente stato di tolleranza, ed è esploso nell’ultima settimana con violenze brutali, ronde armate, incendi di bidonville, violenze sessuali e caccia all’uomo. Questo dovrebbe far riflettere, visto che anche nel Sudafrica c’è una legge molto tollerante per l’immigrazione, facendo collimare ancora di più la situazione italiana con quella appunto del Sudafrica. Anche sulle somiglianze delle ipocrisie stile italico, e sullo stato di salute generale dei cittadini si dovrebbe indagare, viste le violenze gratuite a Napoli culminate con lo sgombero dei nomadi, gli incendi e i saccheggi delle baraccopoli; poi gli inammissibili e ingiustificabili gesti di oramai ordinaria follia, per manifestare la inconscia violenza, con la scusa dell’evento sportivo, con asili distrutti e persone che quasi ci rimettono la vita, oramai non possono più dichiararsi nel regno di una fin troppo tollerata normalità, e vanno quindi analizzati e compresi, non dall’esterno, ma dall’interno di noi stessi che tolleriamo e permettiamo tutto ciò e lo consideriamo normale.

Articolo Reuters

Articolo Repubblica

Articolo Aginews

domenica 18 maggio 2008

Palandrane del cazzo



"io sono stato il primo politico torinese a metter piede nella
prima moschea inaugurata a porta palazzo, e questo dimostra
che da parte mia e da parte della lega, non c'è mai stato un sentimento
xenofobo, e meno che mai razzismo o spregio verso questa religione.
C'è stato un atteggiamento di apertura, di cordialità, di disponibilità."

PAROLE CAUTE E MODERATE!

Articolo21


Io credo che, in un periodo di modificazionismo indiscriminato, valga la pena pubblicizzare ancora una volta l'articolo 21 della costituzione italiana, un testo degno del rispetto che suscita, anche perché effettivamente, sta per essere minato del tutto dal comportamento criminale di coloro che in nome di una ribellione reazionaria (fascismo) proclamano illusioni, libertà donate, patrie, interessi, e bandiere, e che con riti più o meno pagani giustificano un comportamento presente nella gran massa, il razzismo.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dall'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazioni delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. [...].

Tutta la costituzione

sabato 17 maggio 2008

Arriva à munnezza


Oramai la spazzatura ci invade da ogni angolo, destra, sinistra, avanti, dietro; è un incubo, arriva ovunque! E' imminente la giunta del consiglio dei ministri attuale, con a capo Berlusconi, nel capoluogo campano. L'intenzione è quella di risolvere il problema rifiuti. Per precisazione, i membri del governo sosteranno e amministreranno nel centro di Napoli, dove ora, fortunatamente l'immondizia non è ancora presente.

Di Pietra

Il primo vero post lo voglio dedicare all'attualità:


A repubblica tv, Antonio Di Pietro, ha affermato in dipietrese uno slogan “meno loft e più tost”, riferito al fatto che le conferenze e le riunioni di interesse politico e generale, non vengono fatte in pubblico ma “dentro il caminetto” per usare la sua espressione. In questi ultimi tempi il politico, ex pm di mani pulite, sta dando prova di affidabilità delle sue dichiarazioni e intraprendenza, insieme al piccolo esercito presente in parlamento, dimostrando quanto può essere pericolosa la verità, la nettezza e la coerenza, per persone poco raccomandabili, esercitando effettivamente l’unica opposizione, dentro un parlamento votato al fascismo e al leaderismo.
Si spera però che diminuiscano gli slogans dipietresi e che si moltiplichino i discorsi come quello fatto alla camera l’altro ieri in occasione della fiducia(VIDEO), soprattutto fra la gente, dacché dimostra chiare prese di posizione e sana criticità, di modo da far rimanere perlomeno di pietra qualcuno.


Stradalibera

Salve, mi chiamo Paoloblogger e vorrei cominciare con due citazioni necessarie : "Scambiare l'impudenza per libertà, è stato sempre indice di schiavitù", e " La libertà è qualcosa che ognuno ha, nessuno ce la deve dare, ma qualcuno può togliercela o limitarla". Questo è il pensiero, che ha ispirato questo blog, e che continuerà a sostenere questa avventura, tra notizie, commenti, libri, opinioni, interviste e quant'altro di buono potrà capitare in questo blog, spero che proprio questa emozione, come amo definirla, così difficile da comprendere e quindi da realizzare possa accompagnare ogni azione che si svolga su questo spazio, e magari a rendere più felice chi lo legge. Detto questo auguro buona lettura a chi vorrà spendere un poco di tempo per leggere le righe che in futuro verranno qui scritte.